Villa Cattolica di Bagheria, residenza estiva nel XVII secolo del principe Bonanno di Cattolica Eraclea

La villa venne edificata nel 1736 dal principe di Cattolica Eraclea, Francesco Bonanno. Nel 1973 Renato Guttuso donò molte sue opere al comune di Bagheria, che creò all’interno del piano nobile della villa un museo dedicato al pittore.

Il complesso monumentale di Villa Cattolica è il frutto di trasformazioni e adattamenti di un’antica masseria fortificata con torre e baglio, appartenente prima ai borghesi, poi ai Padri Carmelitani di Palermo, quindi alla famiglia Bonanno che l’acquistò nel 1736 per farne residenza estiva, a poche miglia dalla capitale del vice regno.

Il complesso monumentale resta legato alla potente famiglia Bonanno fino al suo tramonto, nel XIX secolo. Dalla seconda metà dell’Ottocento per Villa Cattolica ha inizio una serie di usi diversi: funse da ricovero durante un’epidemia del colera e in quello di caserma delle truppe borboniche di stanza a Bagheria. Poi, venne acquistata da Gioacchino Scaduto, esponente di una operosa famiglia borghese della città, per essere destinata ad abitazione e sede di uno stabilimento per la produzione di conserve alimentari.

Dal 1948 la famiglia Scaduto riprese la produzione, interrotta a causa della seconda guerra mondiale, organizzando una fabbrica di cosmetici al piano terra del corpo di fabbrica centrale e proseguendo nell’attività per circa un decennio. Negli anni Sessanta, in linea con l’orientamento economico della città, viene avviata la produzione di limoni.

Con l’affitto del piano nobile della villa da parte dell’Amministrazione comunale di Bagheria, nel 1973 ebbe inizio per Villa Cattolica il processo di trasformazione e di destinazione da uso privato a quello pubblico.

Nasce così nel 1973 la Civica Galleria d’Arte moderna e contemporanea di Bagheria, grazie alla generosa donazione di alcune opere da parte del maestro Renato Guttuso, il Museo è la testimonianza del profondo legame dell’artista con la sua città natale, Bagheria. Il valore che il luogo natio aveva assunto nella memoria dell’artista lo accompagnerà per tutta la vita, nonostante i lunghi periodi trascorsi a Roma e il rapporto complesso, a tratti contraddittorio, con i conterranei.

La Villa ospite le spoglie del Maestro Renato Guttuso, morto a Roma il 18 Gennaio del 1987, nell’Arca monumentale realizzata per lui dall’amico e scultore Giacomo Manzù.

museoguttuso.com

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