ZAPPING/ Flop alcol test

L’alcol-test nei ristoranti è un miraggio? Forse si: dalle pagine di Repubblica e di oggi scopriamo infatti che sono ancora abbastanza rari i casi dei locali che si sono già adeguati all’obbligo, scattato due giorni fa, di mettere a disposizione dei clienti l’etilometro. Tra le città più virtuose però spicca Milano, dove il 70% dei locali ha comprato o ordinato il test.

Nel frattempo le multe ai locali partono a rilento, forse per consentire ai gestori di adeguarsi alla normativa visto che i costi per loro non saranno indifferenti e considerato che le sanzioni amministrative vanno da 300 a 1200 euro per chi non si adegua. Sulle pagine de Il Giornale edizione di Milano (da cui è tratto il titolo in alto) intanto i gestori dichiarano che gli etilometri sono introvabili, e in farmacia sono esauriti. Qualcuno poi la stigmatizza come operazione di marketing per vendere i kit e le macchinette.

Quasi della stessa opinione è Sergio Miravalle su La Stampa di sabato che paragona l’etilometro nei locali a quelle fantomatiche attrezzature per rendere sterili i pettini dei barbieri, lanciate qualche anno fa, e ora finite nel dimenticatoio. “Il rischio – secondo Miravalle – è che passata la novità, l’auspicato autocontrollo della clientela, soprattutto la più giovane, si affievolisca e quegli etiolmetri diventino un invito certificato allo stupido gioco di chi esagera. Bisogna incidere sul comportamento reale. La gente va educata, così come si è convinta a non fumare nei locali più e prima di qualsiasi obbligo legale.”

Via Club di Papillon

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