WWF contro l’aggressione alla Riserva naturale Orientata della Foce del Fiume Platani

 

 

Un’oasi di pace, che porta ristoro a tanti cittadini e fonte di attrazione turistica, è la Riserva Naturale Orientata della Foce del Fiume Platani.

Com’è duro contrastare la svendita delle nostre bellezze.

E quando c’è qualcosa di bello che si fa? Si presenta un progettino per estrarre minerali, magari in piena estate, così non se ne accorge nessuno.

Così è stato. Infatti, la General Mining Research Italy srl ha iniziato la procedura per ottenere il “Permesso di ricerca per Sali potassici e alcalini “Eraclea” in territorio dei comuni di Ribera e Cattolica Eraclea”.

E il WWF invia all’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente una osservazione contraria alla ricerca di Sali potassici e alcalini nei territori a monte della foce del fiume Platani, Sito di Importanza Comunitaria, la cui fragilità ha ricevuto protezione dalla Comunità Europea.

Inquietante, questa presentazione in piena stagione balneare, quando tutti si è distratti.

Per il WWF Sicilia Area Mediterranea è inconcepibile che si pensi ad attività estrattive in una zona dove a poche centinaia di metri si trovano una riserva naturalistica, lungo il corso del fiume, e il Laghetto Gorgo, che ormai accoglie una notevole quantità di specie migratorie e stanziali, costituendo di fatto una zona umida difficile da integrare in Sicilia.

L’industria mineraria a ridosso della foce di un fiume è contro natura e contro la vocazione turistica che il sito possiede per le stesse suggestioni suggerite dal sito di Dedalo e Minosse che proprio qui trovò accoglienza: e poi arance, ulivi, fragoline, una struttura agricola con DOP, IGP e presidi Slow Food invidiati da tutto il mondo.

L’auspicio è che i proponenti desistano da quella che si preannuncia come una insensata scelta industriale, contraria al buon senso ed alle stesse logiche economiche che dovrebbero guidare una oculata politica imprenditoriale.

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