Sono nata a Cattolica Eraclea

Hausfassaden in Eraclea Cattolica auf Sizilien

di Maria Angela De Michele 

Sono nata a Cattolica Eraclea, non voglio neanche pensare quanto tempo fa. Ma non molto perché è volato in pochi minuti. Almeno così mi sembra.

Non vivo lontano anche se ho girato tutta la vita. Alla fine una donna deve scegliere e non potevo immaginare la mia famiglia lontana da questo angolo della Sicilia.

Cattolica Eraclea, un nome un po’ strano per un paesino di poco più di 3.000 persone. Un nome che era un omaggio a re Filippo III di Spagna che era chiamato ‘il Pio’.

Era stato proprio il re a concedere l’autorizzazione a costruire un nuovo paese nel 1612 in una delle aree più belle della Sicilia.

Vicino Agrigento e il mare dove era stata costruita Eraclea Minoa. I Greci sapevano quello che facevano.

Noi abbiamo rimesso in funzione un teatro all’aperto proprio di fronte al mare… ma abbiamo scelto di vivere un po’ più all’interno. Il periodo degli attacchi dal mare ci ha segnato per molti secoli.

Cattolica Eraclea: due bellissime piazze circondate da palazzi barocchi e un eremo dedicato a San Calogero che sovrasta il paesello.

Un ermo che si affolla di gente l’ultima domenica di agosto quando, per ringraziare il Santo, tutti coloro che hanno ricevuto grazie offrono il pane con la forma della grazia richiesta.

È uno spettacolo vedere l’esposizione di braccia, gambe ed altro in forma di pane.

Potete avere una idea simile solo visitando un museo vicino a qualche tempio romano antico dove vengono trovati ex voto con la forma delle parti del corpo guarite.

Il paese è circondato di monti con numerose grotte dove si racconta che in tempi passati si nascondevano i malavitosi. Ma ogni grotta ha una sua leggenda.

Di rara bellezza il fiume Platani, che poi è quello che arriva al mare e sulla cui foce era stata costruita la città greca di Eraclea Minoa. Mica erano sprovveduti.

Le passeggiate nella natura immersi nei paesaggi intorno al fiume sono da provare, posti incantevoli che fanno riposare l’anima.

Il fiume ha un percorso lunghissimo e sfocia nel mare in quella che oggi è una riserva naturale circondata da alte montagne di marna bianca.

Sono bellissime e da scalare (io l’ho fatto). Molto simili alla famosa Scala dei Turchi.

Da vedere il museo dove sono conservati i resti dell’antica Eraclea che raccontano del mito di Minosse, dal quale prende il nome.

Il mio paese …. non posso raccontarlo senza passare ore… il solo consiglio è di venire a viverlo qui per godere delle sue bellezze.

E per assaggiare il suo cibo, ma questa è un’altra storia.

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