Scrive Nino Pennino sull’uso dei conservanti nei prodotti alimentari

Bruxelles avvelena la comunità europea e non solo

Accuso le ordinanze europee di consentire ingredienti in prodotti alimentari, che con il tempo possono causare gravi disturbi agli organi del corpo e che fanno soffrire in alcuni casi dopo averli ingerite nell’arco di poche ore.

I parlamentari europei, che guadagnano un mucchio di soldi, che pagano i contribuenti, operano assieme all’industria alimentare per immettere sul mercato prodotti legali, che contengono piccoli dosi di additivi, che procurano nel tempo danni salutari. In nome di un’abbondanza di cibi e di una lunga scadenza dei prodotti non consigliabili alla salute del cittadino di qualsiasi nazione arrivano leggeri veleni sui piatti a pranzo. Sono prodotti, che costano poco per la massa e che vediamo in televisione con la pubblicità, che vanta un prodotto ricco di additivi. I nomi più prestigiosi della società sono al servizio dell’industria alimentare, che tante più volte non vende un prodotto genuino. Perché attori ed altri ben in vista per il loro successo fanno propaganda a prodotti ricchi di additivi, che causano allergie? Sono poveretti, che hanno bisogno di denaro, perché non sono mai sazi di possedere proprietà.



La birra veniva tolta dal commercio dopo un mese di scadenza. Come mai oggi la scadenza è lunga? L’etichetta di una tavoletta di cioccolato quanti ingredienti non consigliabili alla salute contiene? Quando un prodotto dell’industria alimentare viene dichiarato senza conservante, è vero? Quanti grammi di conservanti non si devono dichiarare? Il latte a lunga scadenza che cosa contiene, che non viene nemmeno menzionato? Quale caffè non è consigliabile da bere al bar? Perché dobbiamo comprare il prodotto con l’etichetta biologico? Tutto quello che pago deve essere di norma genuino, che non debba portare nemmeno un leggero mal di testa. Dopo aver ingerito con piacere un alimento non devo sentirmi male e ricorrere alla medicina o vomitare.

Quanta ricchezza accumula l’industria chimica con i prodotti, che vende all’agricoltore? Il lavaggio chimico, che si fa sugli alberi di frutto si disperde nell’ambiente, dove vivono, crescono e si nutriscono gli animali. Il latte, che producono le bestie, viene controllato seriamente? Almeno lo spero, perché ci fa di mezzo la salute della generazione infantile. La frutta e verdura è un bene prezioso per la salute e un dono di Dio. Perché avvelenarla? Sono contro il lavaggio chimico, che spruzza veleni sugli alberi da frutto per eliminare parassiti. Un prodotto agricolo immesso sul mercato deve garantire la salute al consumatore. L’agricoltura si deve appropriare di nuove tecniche, che non danneggino l’ambiente e il sotto suolo con le sue falde acquifere.

La frutta trattata con il conservante va assolutamente proibita. La muffa sulla frutta è visibile, il conservante no. Poveri pinoli, povera uvetta secca e miseri fichi secchi trattati con il conservante! E quanta altra roba buona viene trattata?

Un giorno non lontano parlavo della pericolosità della chimica negli alimenti con una giovane donna sposata di Palermo, mi rispose a voce alta con piglio: “io vado a nozze con la chimica”, le consigliai di non trascurare il suo giovane e bel marito.

I fantasmi del passato maledirebbero tutti e tutto. Io mi limito a denunciare uno stato di cose, che non va. C’è ancora molto da dire su questo tema. Chi si vuole informare bene, guardi le rubriche competenti.

Nino pennino