Salvador Scalia, un cattolicese in Brasile che lotta per la cittadinanza italiana agli oriundi

articolo già proposto nel 2009


Salvador e Stella Scalia con il giudice Margarida Cantarelli
Salvador e Stella Scalia con il giudice Margarida Cantarelli

” Sono figlio di siciliani stabilitisi a Recife negli anni 50 . Allora sono brasiliano e italiano, italiano e brasiliano. Sono ingegnere e imprenditore. Sono sposato con una siciliana, Stella Fregapane figlia del professore Pietro Fregapane e Pina Amato, nata a Cattolica Eraclea, dove sono pure nati i miei. Stella è venuta a Recife come turista in visita ai parenti e così ci siamo conosciuti. Abbiamo tre figli già cresciuti e tutti perfettamente integrati alla realtà del, anche nostro paese, Brasile. In Italia si dice che chi è felice è pazzo, allora direi che tutti in famiglia siamo mezzo matti”.

Con queste parole Salvador Scalia si presenta alla grande comunità dei cattolicesi nel mondo. Figlio di Pietro Scalia e Orsola Maltese cattolicesi emigrati in Brasile negli anni 50, Salvador è nato nel 1951 a Recife la capitale dello stato del Pernambuco, nel nord-est del Brasile dove esercita la professione di Ingegnere meccanico, nonchè  socio – direttore dell’azienda Pietro Scalia Ltda.  Salvador è molto integrato socialmente nella città in cui vive e da alcuni anni è presidente del Comites Recife (Comitati degli italiani all’estero) che si prefiggono – ci spiega Salvador – di mantenere i legami culturali con l’Italia, informare il Consolato ed il Governo Italiano sulle necessità della comunità e dare pareri sui progetti a favore dei cittadini italiani residenti fuori del paese.

Salvador Scalia (primo da destra)
Salvador Scalia (primo da destra)

Oggi Salvador è in prima linea attivamente nella battaglia per la cittadinanza italiana agli oriundi: “Quello che desideriamo con la forza del nostro sangue e con perseveranza e determinazione è proprio quello che ci assicura la legge italiana: il riconoscimento della nostra cittadinanza!”
Vogliamo avere il piacere – ci racconta Salvador – di andare in Italia orgogliosi di essere italiani pieni della nostra capacità giuridica, senza necessità di richiedere il permesso di soggiorno per restare in Italia o di entrare nella fila della questura per lo stesso motivo. Potere andare in Italia semplicemente per ricostruire la storia delle nostre famiglie, anche per vedere personalmente il luogo dove nacquero i nostri antenati. Da tempo stiamo nella fila di attesa dei consolati. Siamo stanchi di aspettare per tanti e tanti anni (addirittura 30 anni) che le promesse, rinnovate ogni volta nel cambiamento di governo, divengano realtà. Siamo stanchi di assistere centinaia di persone dormendo sul marciapiede di fronte al Consolato a San Paolo per consegnare la loro richiesta o per chiedere informazioni sul loro processo di riconoscimento della cittadinanza.”

Salvador perchè si desidera la cittadinanza italiana?
“Quando mi chiedono questo rispondo che non è questa la questione: volere una cittadinanza. Italiano si nasce, la legge é chiara riguardo questo.Quando è stata approvata la legge n.91, 5 febbraio 1992, la novità si è diffusa rapidamente fra gli oriundi e molti hanno voluto esercitare il diritto legale e legittimo di essere italiani. In verità quello che accade è che vengono promulgate leggi che dopo non vengono applicate, cosa abbastanza grave.”
Dal 12 febbraio di quest’anno al nostro Salvador  è stata affidata la presidenza dell’Intercomites in Brasile per continuare in maniera più incisiva la sua battaglia in favore degli oriundi italiani in Brasile.

Buon lavoro Salvador…

  • i sapori
  • gambino ass