RIBERA – Peppe “Gesù” ucciso a pugnalate dal fratello dopo una lite

Un uomo di Ribera è stato ucciso questa dal fratello al culmine di una lite. La vittima è Giuseppe Guddemi, 53 anni, noto anche come “Peppe Gesù”, personaggio stravagante, musicista e poeta.

E’ stato colpito con numerosi colpi di pugnale dal fratello Vincenzo, 59 anni, già arrestato. L’omicidio è avvenuto all’una della notte sul balcone dell’appartamento in una palazzina nei pressi dell’ospedale di Ribera.

Il fratricida è stato arrestato dai carabinieri intervenuti dopo l’allarme dato dai familiari. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, tra i due fratelli sarebbe scoppiata una violenta lite per futili motivi. Vincenzo Guddemi avrebbe afferrato un coltello da cucina con il quale si è scagliato contro il fratello che gli ha sferrato alcune coltellate mortali. Peppe Guddemi, disoccupato, era conosciuto come artista. Molto noto dai turisti stranieri “Peppe Gesù”, anche ad Eraclea Minoa, dove fino a qualche anno fa trascorreva nella sua casa le vacanze estive.

Vincenzo Guddemi - l'arrestato

Stanotte l’omicidio. Arrivati sul luogo del delitto i militari avvistavano disteso esanime sul balcone dell’abitazione, sita al primo piano dell’immobile, Giuseppe Guddemithr, riverso in una pozza di sangue con un grosso pugnale conficcato nella schiena. È stato l’omicida ad aprire la porta di casa ed a consegnarsi ai militari. La casa a soqquadro e sangue ovunque hanno dato immediata e piena conferma al racconto del del fratricida.

All’origine del grave fatto di sangue dissidi familiari che da tempo ostacolavano una serena coabitazione. L’arrestato, che in sede di interrogatorio, alla presenza dell’avvocato di fiducia Antonio Tornambè, ha reso piena confessione al magistrato di turno Lucio Vaira ed ai militari, ha fra l’altro sottolineato di aver accoltellato il fratello al culmine dell’ennesima lite degenerata in colluttazione temendo di poter essere a sua volta assassinato. Il fendente mortale è stato inferto all’esterno del balcone dove la vittima si era rifugiata in un estremo tentativo di sfuggire al carnefice. Numerosi i vicini che hanno assistito alle ultime fasi della lite poiché attirati dalle grida che avevano squarciato il silenzio della notte e che hanno aiutato i Carabinieri a chiarire definitivamente le ultime e decisive fasi della tragedia familiare.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Sciacca a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre la vittima è stata trasportata presso l’ospedale civile del centro termale in attesa dell’esame autoptico già fissato per la mattinata odierna.

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