Processo Minoa, il Comune di Cattolica Eraclea ammesso come Parte civile

Il Comune di Cattolica Eraclea, la Regione Sicilia e la Provincia regionale di Agrigento sono stati ammessi dal Gup di Palermo Mario Conte come Parte civile nel processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Minoa”.

I tre Enti si ritengono danneggiati dalle attività poste in essere dagli imputati e per questo chiederanno in sede penale il risarcimento danni per responsabilità civili.

Sono state rigettate dal giudice per le udienze preliminari tutte le eccezioni della difesa sull’inutilizzabilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e delle intercettazioni ambientali e telefoniche che, dunque, vengono tutte ammesse nel processo che si divide adesso in due tronconi.

Domenico Terrasi, Andrea Amodeo e Francesco Manno, di Cattolica Eraclea, Damiano Marrella di Montallegro, e Marco Vinti di Ribera, hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato. Per il 25 novembre è stata fissata la requisitoria del Pm, in calendario a dicembre l’udienza per le repliche e poi la sentenza.

Giuseppe Terrasi, Paolo Miccichè e Gaspare Tutino saranno processati con il rito ordinario, per loro l’udienza preliminare proseguirà il 26 ottobre nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo con l’intervento del pubblico ministero e degli avvocati difensori.

L’operazione “Minoa” scattò all’alba del 27 novembre 2009. L’indagine è dalla Dia di Agrigento e della Dda di Palermo. In sette sono accusati di associazione mafiosa, solo per Vinti l’accusa è di concorso esterno. Amodeo, Manno e Vinti sono stati scarcerati dal tribunale delle libertà di Palermo che ha ritenuto insussistenti gli indizi a loro carico. Del Collegio difensivo fanno parte gli avvocati Ignazio e Valeria Martorana, Nino e Vincenza Gaziano, Enrico Quattrocchi, Nino Oliveri, Santo Lucia, Carmelita Danile, Salvatore Salvago e Salvatore Maurizio Buggea.

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