Processo ‘Minoa’, chiesta conferma condanne in Appello

La conferma della quattro condanne inflitte con la sentenza di primo grado e otto anni di carcere per l’unico assolto. Sono le richieste del Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Palermo, Umberto Giglio, nell’ambito del processo di secondo grado scaturito dall’inchiesta antimafia Minoa”.

Queste le condanne che erano state inflitte in primo grado dal Gup del Tribunale di Palermo Mario Conte: 18 anni di reclusione a Domenico Terrasi, ritenuto il capo mafia di Cattolica Eraclea, 12 anni a Domenico Marrella, di Montallegro, 8 anni ad Andrea Amodeo, genero di Terrasi, di Cattolica Eraclea, 8 anni a Francesco Manno, di Cattolica Eraclea.Fu assolto, invece, l’imprenditore di Ribera, Marco Vinti, 38 anni, per il quale il Pg ha chiesto ieri la condanna a 8 anni di reclusione alla luce di nuove rivelazioni del nuovo pentito agrigentino Francesco Cacciatore. Le pene sono ridotte di un terzo per via degli effetti del rito abbreviato. Gli avvocati difensori (nel collegio Gaziano, Martorana, Quattrocchi, Di Paola e Oliveri) concluderanno le arringhe tra oggi e il sette dicembre. Intanto, la Provincia Regionale di Agrigento, tramite l’avvocato Salvatore Cusumano, ha chiesto in qualità di parte civile il risarcimento dei danni pari a un milione di euro.

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