POLEMICHE/ Cattolica, l’assessore Nino Miceli si dimette dalla giunta Piro

Ecco il comunicato dell’assessore Nino Miceli inviato al Sindaco e al presidente del consiglio Comunale.

Nino Miceli

E’ con profondo e sincero rammarico che Le annuncio le mie dimissioni dalla carica di Assessore.Queste dimissioni vogliono essere un’estremo tentativo di dare una scossa a questa Amministrazione affinchè possa operare fattivamente nell’interesse della collettività fino alla scadenza naturale della legislatura. Mi sembra però doveroso spiegare i motivi di questa mia PERSONALE decisione. Il nostro programma elettorale prevedeva quale primo punto qualificante quello dell’abbattimento della tassa sui rifiuti solidi urbani; ebbene dopo tre anni siamo travolti dalla protesta e dalla rabbia popolare per l’aumento apportato dell’80% circa. Capisco le difficoltà del Sindaco e dell’amministrazione ad operare in un terreno reso impraticabile dalla chiara politica clientelare del sindaco Aquilino che ha letteralmente, in nome di assunzioni poco chiare e di patti elettorali ancor meno chiari, rovinato il nostro Comune, (di poco chiaro, qualora corrisponda a verità, esisterebbe anche un’eventuale “conflitto di interessi” di qualche ALTO DIRIGENTE che avendo qualche figlio/a dipendente/consulente alla Sogeir, non può avere la necessaria lucidità ed equanimità nell’affrontare in maniera adeguata questo spinoso argomento). Non capisco, e sono in totale disaccordo con la delibera di Giunta che aumentava dell’80% la tassa portandola di fatto a € 3,65 mq, di gran lunga la più onerosa dei 17 Comuni facenti parte dell’ATO 1 di Sciacca. Non sono d’accordo con coloro i quali paventavano lo spauracchio di un’ eventuale intervento della Corte dei Conti che poteva portare alla responsabilità patrimoniale del Sindaco e della Giunta. Di fronte ad una situazione del genere bisognava avere il coraggio di assumersi delle responsabilità, mai e poi mai si doveva ricorrere all’aumento della tassa specialmente in un periodo in cui il nostro Comune è travolto da una crisi senza precedenti. Si dovevano individuare altre vie, anche le più clamorose, per far si che ciò non accadesse. Mi lascia altresì amareggiato il modo, sicuramente “leggero, raffazzonato e irresponsabile”, con cui si è affrontato il problema dei debiti con la Sogeir, non intraprendendo alcuna via legale al “millantato credito” richiesto e mai analiticamente documentato, e non chiedendo addirittura la rescissione del contratto per gravissime e ripetute inadempienze contrattuali e per l’onerosità del contratto stesso ereditato dalla precedente Amministrazione.Ci volevano decisioni forti, purtroppo non si è avuto il coraggio di prenderle. Punto importante del nostro programma erano anche le politiche giovanili; ebbene ancor oggi nulla si è fatto in tal senso. Un progetto per l’informatizzazione della biblioteca con relativo adeguamento dei locali e degli impianti ormai fatiscenti, di cui mi ero fatto promotore e in cui ci avevamo messo la faccia il sottoscritto e la S.S., è andato nel dimenticatoio per mancanza di fondi, fondi che il sottoscritto e l’Arch. Galluzzo avevano individuato e impegnato; ma per i puntuali impedimenti burocratici addotti dal Direttore Generale non solo non si è potuto intervenire in tal senso, ma di questi fondi si sono perse le tracce. Attenzione i fondi necessari si aggiravano intorno ai 16.000,00 euro, cifra certamente non improponibile, ma purtroppo ad oggi non è stato possibile recuperare tale somma; bastava e basta togliere al Segretario Comunale la Direzione Generale… E’ una questione di scelte…Evidentemente la Sua è stata fatta… Nel nostro programma si parlava anche di decoro urbano … Il paese è oramai disastrato, non parliamo di Eraclea Minoa che doveva essere il fiore all’occhiello di questa Amministrazione e che invece è abbandonata a sé stessa. La riorganizzazione degli uffici ha lasciato ampiamente a desiderare : la situazione è insostenibile, il malcontento, la confusione e il pressapochismo regnano sovrani; molti dipendenti lamentano disparità di trattamento e sostengono che esistono dipendenti di serie “A” e di serie “B”. Il Coordinamento e l’organizzazione lasciano a desiderare e per di più il Direttore Generale cui vanno 1.335.00 euro al mese di dirigenza,€16.350,00 annuali, oltre naturalmente al suo lauto stipendiuccio, invece di porre rimedio ad una situazione quantomeno imbarazzante, evita di assumersi quelle responsabilità che il suo ruolo, ben retribuito, prevede. La refezione scolastica poteva e doveva essere il fiore all’occhiello di questa Amministrazione; grazie al pressapochismo ed al lassismo di qualche dirigente che ha fatto una gran confusione col bando di gara, non so fino a che punto in buona fede, si è trasformata in una situazione tragicomica in cui certamente non ne usciamo bene. La politica è fatta di scelte e priorità, evidentemente un servizio di tale spessore sociale non rientra nelle scelte prioritarie dell’Amministrazione. Ci si è “consegnati” alla Girgenti Acque senza alcuna resistenza sottovalutando il pericolo concreto che possa succedere quello che è successo con l’Ato Rifiuti. Si sono fatte scelte discutibili in materia di personale, confermando Direzioni Generali e Dirigenze che criticavamo aspramente quando eravamo all’opposizione. E’ mancato il coraggio di prendere decisioni drastiche, che rompessero col passato recente e dessero nuovo impulso all’attività amministrativa, spesso ostacolata da cavilli burocratici messi in atto, non so quanto in buonafede, da qualche “piccolo” burocrate di turno. E’ mancata la collegialità sulle grandi decisioni, ci si è mossi in ordine sparso ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Mi rendo altresì conto che il clima politico rovente fatto di accuse e controaccuse, di manifesti e contromanifesti, non lascia molto spazio ad una serena attività amministrativa, ragion per cui chiedo scusa per non aver potuto fare di più, per non aver potuto portare a termine determinati progetti che mi ero prefissato, per non aver avuto la forza di impormi quando le situazioni lo richiedevano; a volte non mi è stato possibile farlo, ma ciò non mi esime da precise responsabilità personali. Chiedo quindi umilmente e pubblicamente scusa all’intera cittadinanza. Le auguro di vero cuore che la Sua Amministrazione possa finalmente far tesoro degli errori commessi e realizzare il programma che ci eravamo insieme entusiasticamente prefissati in campagna elettorale, facendo si che questo Comune possa rialzare la testa ed uscire definitivamente da questo grave stato di crisi in cui versa, e poco conta se il sottoscritto non sia materialmente presente in questa eventuale “rinascita”.

Nino Miceli

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