Poesia :”A mio padre” (di Jerry Scalici)

Non sempre si può far tacere la mente,
mettere un velo al cuore per non ricordare,
non vedere certe immagini per non soffrire,
non rivivere dentro l’anima certi affetti e sentimenti
che segnato ti hanno e che non scorderai mai, finché vivrai.

Ci sono persone che più non riabbraccerai,
ma che il loro ricordo stretto al cuore per sempre terrai:
basta poco o anche niente e la loro immagine ti riaffiora subitamente…

Mentre scrivo queste righe bagnate di lacrime,
penso a te che sei venuto al mondo e presto Iddio t’ha portato via,
strappandoti dagli affetti tuoi più cari, papino mio!

Non dimenticherò mai il tuo amore illimitato mentre fra le braccia tue, piccolino mi stringevi:
ancor cresciuto mi abbracciavi e molto spesso mi scocciavi:
padre e figlio mai s’intendono, tutta colpa dell’età, in luogo della tua maturità.

La tua voce tonante,
il tuo sorriso disarmante,
il tuo modo di lottare, di soffrire con onore, io giammai scorderò!

Son trascorsi ormai sei anni,
ma io sento ancora in me, un dolore lancinante:
spero solo dal buon Dio di esser un buon padre e un buon marito proprio come lo fosti te.

Tu dal Cielo, so mi osservi;
son cresciuto, ormai son uomo non più bimbo,
adorato mio papà!

Mentre scrivo queste righe bagnate di lacrime,
non lasciarmi al mio dolore, sai bene quante pene tengo nascoste dentro il cuore:
or concludo questa poesia, non lasciare in ascoltata questa mia prece

così avvenga e Così Sia!

  • i sapori
  • gambino ass