Niente IMU a Pontinvrea, il sindaco: “Doveroso atto di disobbedienza civile.

“Ritengo che la legge sull’introduzione dell’Imu presenti profili di incostituzionalità ed in particolare sia in contrasto con gli art. 47 e 53 della Costituzione italiana e che, quindi, il Comune di Pontinvrea non applicherà l’Imu sulla prima casa e chiederà a gran voce una rimodulazione per quanto riguarda la seconda e tutti gli altri obiettivi di una tassa ingiusta ed iniqua”: a dirlo è il sindaco di Pontinvrea che, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ha deciso, all’unanimitaà insieme ai consiglieri di maggioranza e opposizione, di “ignorare” la tanto criticata batosta voluta dal governo Monti.

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“Voglio specificare bene qual è il mio pensiero su questa tassa: una tassa che non porterà nessun vantaggio economico alle casse comunali, visto che l’introito sulla prima casa sarà sostitutivo del contributo nazionale che sostituiva l’Ici, e che sulla seconda casa il 50% andrà allo Stato: quindi per i Comuni non cambia nulla, se non quello di mettere le mani nelle tasche dei propri cittadini – continua Camiciottoli – Il grave momento di crisi economica è sotto gli occhi di tutti e sta creando indubbiamente gravi problemi, ma in un momento come quello che stiamo vivendo, dove le famiglie non arrivano alla fine del mese e dove una moltitudine di attività commerciali chiude perchè asfissiata dalla mancanza di credito da parte delle banche e da una proliferazione dei centri commerciali che usufruiscono di agevolazioni ingiuste, in un momento dove le richieste di aiuto alla Caritas sono aumentate del 40%, in un momento dove sempre più gente va a rovistare nei cassonetti dell’immondizia per mangiare, il buon esempio deve essere dato dall’alto perchè non si possono chiedere sacrifici alle lavoratrici, ai lavoratori italiani, ai pensionati con 458 euro di pensione e alle famiglie tassando un bene indispensabile costruito con tanti sacrifici e rinunce come la prima casa e poi vedere che si esentano gli Istituti bancari, i sindacati o i partiti politici”.

“Mi chiedo e vi chiedo perchè da parte di chi è chiamato a decidere viene mantenuto uno stato di esosità di privilegi veramente indecoroso e indegno: non vogliamo far parte di chi invece di dare speranza induce al suicidio – dice ancora il primo cittadino di Pontinvrea – Ho sempre amato fare politica fin da ragazzo, perchè per me fare politica vuol dire mettersi al servizio della gente, dei cittadini e, oggi più che mai, sento il dovere di far partire questa iniziativa di disobbedienza civile che smuova le coscienze degli amministratori e dei cittadini soprattutto per dire no a un’imposta lesiva dei sacrifici e della dignità dei cittadini. Io non ci sto: che venga un altro a firmare al mio posto, che venga un altro a fare il ‘braccio armato’ di un Governo tecnico, un Governo di professori insediatosi con una ritirata sull’Aventino da parte di una classe politica inesistente e non più in grado di svolgere il proprio ruolo. Un Governo di professori che invece di attaccare realmente i problemi che ci portano ad avere uno dei più alti debiti pubblici mondiali decide di aumentare la pressione fiscale sui lavoratori, le lavoratrici, i pensionati e le famiglie italiane. Limitandosi a fare un compitino che un bambino poteva svolgere”.

“Non si può pensare di non dare il buon esempio in un momento così particolare della vita istituzionale del Paese. E’ vero, potrebbero tacciarci di populismo o facile demagogia: a questi attacchi dico, come rappresentante delle istituzioni eletto e non nominato, che questa nostra iniziativa è invece buona politica. Prima di chiedere sacrifici ai nostri cittadini chiediamo che innanzitutto si faccia pulizia degli sprechi della politica come, per esempio, il 50% dei deputati e senatori, del 50% dei consiglieri regionali, l’abolizione di tutti i vitalizi, il reale recupero dell’evasione fiscale, come ad esempio i 96 miliardi di euro derivanti dalle slot-machines pari a tre finanziarie. Bisogna mettere realmente mano agli sprechi delle pubbliche amministrazioni, perchè è inaccettabile che vi sia un fiume di denaro pubblico che scorre in sperpero e verso pochi. Faccio un esempio: ogni deputato sardo ha uno stipendio più alto del governatore di New York 11.417 euro contro 10.612, che il presidente della Provincia di Bolzano guadagna 34.000 euro in più del presidente degli Stati Uniti, i consiglieri della Regione Puglia hanno chiesto nel 2011, in piena crisi, che il loro stipendio di 10.433 euro al mese fosse aumentato del 10%, lo Stato italiano spende per le pensioni dei parlamentari, che sono 2330, ben 219 milioni di euro l’anno e che solo 15 milioni sono di contributi versati dai parlamentari e gli altri 204 milioni sono a carico dei contribuenti cioè a carico vostro. Nel bilancio di Montecitorio si trovano 5 milioni di euro per la sicurezza, 930.000 per aggiustare le pulsantiere degli ascensori, 1milione per comprare mobili nuovi; Palazzo Madama invece fra affitti e manutenzioni è arrivata a mettere a bilancio 40 milioni di spese, la Regione Lombardia ha aumentato il budget di spesa di euro 1.182.000, passando da 70.050.740 a 71.232.740 per la realizzazione delle trasmissioni televisive del Consiglio regionale”.

“Gli unici tagli – incalza Camiciottoli – sono stati fatti al welfare e ai trasporti. Di fronte a migliaia di privilegi e sprechi, negli ultimi dieci anni sono stati tagliati del 50% i fondi culturali, quello delle politiche sociali fra il 2009 ed il 2012 è stato tagliato del 91%, il fondo contributi agli affitti per le famiglie povere nell’ultimo anno è stato tagliato del 74%, mentre i fondi per il Parlamento, cresciuto a dismisura negli anni, è stato ritoccato verso il basso dell’1% o peggio dello 0 %. Ecco, questi dati mi hanno portato a prendere questa decisione per sgravare le famiglie di un’ulteriore tassa ingiusta, ingiustificata e incostituzionale, prima si faccia un po’ di pulizia negli sprechi della politica, si dia il buon esempio”.

“Gentilissimo presidente del Consiglio, signori Ministri, leader dei partiti politici che avete abdicato al vostro ruolo ma non ai vostri privilegi, come diceva nel 1982 un grande leader politico stimato da tutti per la sua grande correttezza Enrico Berlinguer: ‘Quando si chiedono sacrifici agli operai, ai pensionati ci vuole un grande consenso una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi’ io non vi riconosco niente di tutto ciò e, quindi, essendo stato eletto e non nominato, vi annuncio che l’IMU sulla prima casa non verrà applicata nel Comune di Pontinvrea”, conclude il sindaco. (www.ivg.it)

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