MAFIA. Processo Minoa, la difesa: proporremo appello contro una sentenza ingiusta

avvocato Martorana

Sarà proposto appello contro le condanne inflitte nel processo abbreviato scaturito dall’inchiesta antimafia “Minoa” (Leggi la notizia).

Al momento gli avvocati difensori dei quattro imputati condannati sono solo in possesso del dispositivo della sentenza le cui motivazioni dovranno essere depositate nei tempi previsti dalla legge.

“Comunque si tratta di una sentenza che ci ha profondamente deluso perché ad essere molto sinceri ci si aspettava ben altro – commentano gli avvocati Ignazio e Valeria Martorana, in qualità di difensori di Andrea Amodeo e Francesco Manno – non solo perchè si era convinti che gli imputati non avevano commesso alcuno dei reati a loro attribuiti, e questo è stato rimarcato con dovizia di argomentazioni nelle arringhe, ma anche per la profonda conoscenza personale che si aveva degli imputati stessi che sono totalmente estranei a qualsiasi organizzazione di stampo mafioso.

Sia Manno Francesco che Amoddeo Andrea erano stati scarcerati per mancanza di gravi indizi di colpevolezza dal Tribunale del Riesame il 21.12.2009 e con successiva ordinanza del 22.12.2009 è stata restituita l’azienda all’Amoddeo Andrea.

Da allora Il quadro probatorio è rimasto tale e quale.

Ben quattro sono state le ordinanze del Tribunale del Riesame che hanno valutato l’intero impianto accusatorio, i numerosi faldoni e tutta la documentazione allegata anche dalla difesa che riguardava gli imputati Manno e Amoddeo.
In totale – continuano i due avvocati – ben otto giudici, nelle varie composizioni del Tribunale del Riesame, avevano affrontato tutti i temi proposti dall’ordinanza di custodia cautelare e nell’ ultima ordinanza di scarcerazione, emessa due mesi fa, precisamente il 15.10.2010, dal Tribunale del Riesame di Palermo presieduto da Gioacchino Natoli, si ribadiva con una estesa motivazione la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza a carico dell’Amoddeo e si analizzava anche quanto dichiarato a Varese durante l’incidente probatorio da due collaboratori di giustizia, tacciandoli di scarsa attendibilità.
Nelle nostre arringhe, tra l’altro, ci si era richiamati a quanto scritto dal detto Tribunale solo due mesi fa sottolineando che se mancavano i gravi indizi di colpevolezza meno che mai sarebbero potuti sussistere a carico dei nostri difesi le prove che avrebbero potuto portare, al di là di ogni ragionevole dubbio, alla condanna degli stessi.

Anche per Terrasi Domenico – a parere dei suoi difensori, gli avvocati Enrico Quattrocchi e Ignazio Martorana – non sussisteva la prova della condotta prevista dal capo d’imputazione. Per cui si era chiesto l’assoluzione per tutti.
Secondo gli avvocati Ignazio e Valeria Martorana “la sentenza emessa oggi appare profondamente ingiusta e al momento del tutto inspiegabile.

Capiremo meglio al deposito delle motivazioni – dicono – il perché il Giudice abbia potuto emettere sentenza di condanna ed i motivi per cui non ha tenuto conto di quanto aveva scritto il Tribunale del Riesame nelle varie ordinanze.

In questo momento si può solo affermare che sicuramente proporremo appello avverso la sentenza”.