L’ultima foglia: poesia di Gianni Farruggio

 

L’ultima foglia

Ho visto cadere l’ultima foglia!…
Sembrava come se legata a dei fili invisibili…
facesse l’altalena nell’aria.
Fluttuava quasi senza peso…
veniva giù sfidando la forza di gravità…
era di un colore caldo… giallo-oro.
dava l’impressione che non volesse raggiungere…
le sue compagne…
cadute prima di lei!

Era l’ultima?…
L’ultima si fa per dire…

Ma quando il tuo sguardo…
si posa per caso…
su una di quelle foglie…
che restano ancora attaccate…
con le ultime forze…
ad un ramo reso spoglio da una ennesima…
folata di vento…
ecco…
pensi che sia l’ultima!

Ti fermi e paziente aspetti!…
Cade?…
non cade?…

Lei imperterrita resiste…
facendo a gara con i tuoi pensieri!
Si stacca?…
Non si stacca?…

E quando per finire cade…
ti rammarichi perché il mite e dolce autunno…
è passato!…

E adesso?…
Brrr…

Continui il tuo cammino…
facendo frusciare le foglie lungo il sentiero!…
T’immergi nei pensieri cercando d’immaginare…
l’inizio di ciò che stava per finire!…

Quando nacque la primavera scorsa…
non lo vidi…
e come avrei potuto?…
Erano in tante!?…
Una miriade…
una esplosione di mille testimonianze…
di nuova vita!…

Lei fusa tra le altre…
faceva parte vitale di qual cosa di magico…
che t’infondeva fiducia…
rafforzando così la tua fede!…

Poi pian piano, s’inrobbustì…
si allargò sovrapponendosi…
sottomettendosi…
accostandosi alle altre…
Creando così una protezione naturale…
da noi tanto ambita!…

Ah!…
com’era piacevole…
soffermarsi in quei giorni di calura…
all’ombra che lei amorevolmente…
e senza nulla chiedere spandeva!…

Si sentiva forte, vigorosa…
niente poteva staccarla da quel ramo…
dal quale attingeva tutte le sue energie!…

Il tempo inesorabile ma equo…
passava anche per lei!…

Una mattina particolarmente gelida…
si accorse sulla parte esposta…
le erano spuntate delle striature…
leggermente più chiare…
non volle dar peso…
roba da poco si disse…
anche perché si sentiva ancora ben salda…
e resisteva con spavalderia…
a tutti gli attacchi che il vento di fine autunno…
a volte anche tempestoso…
cercava soffiando poderosamente…
di portarsela via…
chi sa dove?…

Ormai il verde intenso…
era quasi del tutto sparito…
lasciando il posto all’inezia…
al rifiuto di lottare!…

Lei, vedeva che molte…
delle sue compagne…
l’una dopo l’altra…
volavano via…
sentiva che da un momento a l’altro…
sarebbe toccato a lei!…

E così fu!…

Cadde!…

Adesso rifusa alle altre…
nutrirà generosamente le radici dell’albero…
che la primavera ventura…
genererà mille testimonianze…
di nuova vita!…
Chi sa?…

Forse ne sarò ancora partecipe!…

Gianni Farruggio

(è stata scritta in ricorrenza della morte della mia vecchia zia e nello stesso periodo della nascita del mio primo nipote)

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