Lettera aperta del movimento “Solo per Cattolica” indirizzata all’On. Garavini

riceviamo e pubblichiamo

LETTERA APERTA

Gentile ONOREVOLE GARAVINI
Ci permettiamo di scriverle questa lettera dopo aver ascoltato per intero il convegno di Cattolica Eraclea, valutato gli interventi dei politici TERRITORIALI E LOCALI, compreso il SINDACO.
Non vogliamo soffermarci sul contenuto, anche per evitare sterili polemiche, ma non possiamo esimerci dall’avanzare delle proposte.
Premesso che la sua visione a livello Nazionale non risponde assolutamente alla realtà locale, non può credere che siamo simili a certe realtà che dispongono di aziende produttive con chissà quanti dipendenti e con potenziali di sviluppo.
Noi siamo un piccolo paese con dimensioni di piccola azienda, la gran parte a conduzione familiare al massimo con qualche dipendente. Questo avviene nell’agricoltura, l’edilizia è pressoché inesistente, mentre il terziario è anch’esso di piccolissime dimensioni a conduzione prevalentemente familiare.
Non disponiamo di alcuna attività che possa essere definita industria o grande impresa.
Nel corso degli ultimi due anni le tasse hanno deteriorato il precario tessuto sociale ed economico. Ne emerge un paese abbandonato a se stesso, quartieri degradati, ecc…, tutti aspetti poco consoni per un paese d’EUROPA. Anche gli emigrati hanno pagato la crisi del paese con l’imposizione della tassa dell’IMU fabbricati, che nel loro caso si tratta di prima casa, e dell’IMU sui terreni. L’amore forte verso il loro paese natio, le radici forti del richiamo, la voglia di tornare almeno una volta all’anno nel nostro paese, investendo i loro risparmi, frutto di grandi sacrifici, per costruirsi case, acquistando terreni agricoli, in aggiunta a quelli ereditati, frutto dei sacrifici dei loro padri, creando legami quasi indissolubili, radici vere e profonde d’amore per il paese, generando altresì una piccola economia all’interno di una economia sempre più povera, fragile ed alimentando vari settori, dall’edilizia all’agricoltura, ai consumi di varia natura, con conseguente innalzamento del PIL Cattolicense.
Oggi con questa situazione, è fin troppo evidente il crollo verticale del mercato immobiliare, il paese rischia un degrado totale con interi quartieri a rischio spopolamento.
Rilanciare la presenza degli emigrati nel nostro paese, anche in termini temporanei come afflusso turistico, è una delle prime cose da fare, il ritorno di essi in numeri consistenti sicuramente consentirebbe di dare ossigeno alla nostra economia.
Ma il malcontento, rafforzato dal livello dei servizi e dei costi all’interno del paese allontana sempre di più l’emigrato nonostante le radici che ancora esistono in loro.
Bisogna, quindi trovare modi e soluzioni per incentivare questo ritorno, con soluzioni immediate , rafforzate da progetti più ambiziosi che hanno bisogno di tempi più lunghi.
La prima idea che proponiamo è:
1 – RIVISITAZIONE della legge che regola l’IMU ABITAZIONE-EMIGRATI (DATI DEL DECRETO LEGGE IN VIGORE):
a) “214, al settimo periodo, le parole da: «l’unita’ immobiliare
posseduta dai cittadini italiani non residenti» fino a: «non risulti
locata» sono soppresse e dopo l’ottavo periodo e’ inserito il «A partire dall’anno 2015 e’ considerata direttamente
adibita ad abitazione principale una ed una sola unita’ immobiliare
posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello
Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero
(AIRE), gia’ pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo
di proprieta’ o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti
locata o data in comodato d’uso».
b) Sull’unita’ immobiliare di cui al comma 1, le imposte comunali
TARI e TASI sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di
due terzi (sostituire ‘’due terzi’’ con ‘’tre quarti’’). Aggiungere a ‘’già pensionati’’ con ‘’o che lavorano’’ si potrebbe anche limitare da almeno 5 anni, se si volesse in qualche modo essere certi dell’inserimento nel mondo del lavoro nel paese in cui si trovano.
In questo caso non debbono pagare alcuna IMU sulla prima casa.
2 – RIVISITAZIONE IMU AGRICOLA:
Per i comuni che hanno presentato ricorso al TAR e che non hanno avuto il tempo di modulare un apposito regolamento per fissare una aliquota diversa da quella prevista nel decreto e nella successiva legge, si concede la possibilità di determinare l’aliquota, entro i limiti dell’aliquota minima prevista dalla legge. L’eventuale differenza della somma già pagata verrà conteggiata nel prossimo anno.
3 – INTERVENTI ED INCENTIVAZIONE A FAVORE DEGLI EMIGRATI:
L’intervento è finalizzato ai comuni della Sicilia, con abitanti inferiori a 5000 unità e che negli ultimi anni il fenomeno emigrazione ha ridotto ancora la popolazione,
VISTO: il continuo aumento delle tasse ed Il numero di disoccupati raggiunti negli ultimi 3 anni;
VISTO: il crollo del reddito familiare;
viene concesso un contributo massimo per comune stabilito in euro centocinquantamila (150000) per concedere un contributo a fondo perduto ad ogni emigrato, regolarmente lavoratore in uno stato dell’UNIONE EUROPEA, quale rimborso per le spese di viaggio ed accessori. L’importo massimo concedibile è di euro 250,00 per soggetto adulto, può essere concesso una sola volta per anno ed in qualunque periodo, purché il soggiorno superi le due settimane. Tale importo in caso di richieste superiori a 600 unità può essere ridotto a 200 euro in caso di una richiesta numerica più elevata.
La spesa prevista ammonterebbe ad euro 3,06 milioni di euro, i Comuni che potrebbero usufruirne sotto i 5000 abitanti nella regione ammontano a 204.
Ogni Comune deve dotarsi di apposito regolamento.
Questo provvedimento potrebbe essere pagato con partita di giro dello STATO con il Comune, oppure anche con finanziamenti europei, dato che si tratta anche di rilancio dell’economia o meglio del settore del terziario. (come ultima soluzione, con i fondi dell’ IMU-abitazione pagata dagli stessi emigrati per l’anno 2014)
Per noi, questo intervento (cosi come le altre due iniziative) è di relativa facile attuazione, di impulso ed attenzioni crescenti NON SOLO A FAVORE DELL’EMIGRATO, ma anche dei residenti nei Comuni, favorendo CON QUESTA INCENTIVAZIONE un rilancio economico, ridarebbe vitalità al settore immobiliare, influenzando e rafforzando il concetto per lo sviluppo ‘’DEL PAESE-ALBERGO’’.
La preghiamo di non considerarle interventi non finalizzati ed in contrasto con le direttive dello STATO o dell’ Unione Europea, di non arrendersi per qualche “No” dall’alto perché se si vuole, tutto è possibile, persino le scadenze lo consentono.
Concludiamo ribadendo che non abbiamo pretese che quanto proposto non possa essere modificato, anzi lo rimettiamo a lei, lo rimoduli come meglio crede, l’importante è l’obiettivo.
A lei affidiamo una consistente speranza per questo nostro, amato paese ed anche per altri comuni che vengono ad essere in estreme difficoltà.
La presente sarà recapitata anche agli onorevoli PANEPINTO, MOSCATT, IACONO, CAPODICASA ed al Sindaco di CATTOLICA ERACLEA.
Cordiali saluti
IL MOVIMENTO SOLO PER CATTOLICA

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