La maestra Graziella Curti Di Blasi coerente fino alla fine, non ha dimenticato gli altri ed ha donato i suoi organi

Generosa da viva e nella professione di maestra di scuola materna, generosa anche da morta, grazie anche ai propri figli.

La cattolicese Graziella Curti Di Blasi è morta a 62 anni nei giorni scorsi a Padova, due settimane dopo essere sopravvissuta a un aneurisma cerebrale, che la vide sottoposta a un intervento chirurgico in un centro specializzato di Mestre. La donna era rimasta in zona, ospite a Padova da uno dei propri due figli. All’improvviso, a seguito di un secondo malore, la morte è sopraggiunta implacabile. E sono stati proprio i due figli della maestra apprezzata nel proprio paese d’origine come un’istituzione, ad autorizzare l’espianto di alcuni organi utilizzabili per salvare la vita o renderla migliore a qualcuno.

L’equipe medica del nosocomio mestrino ha dunque estratto i reni, il fegato e le cornee di Graziella Curti Di Blasi, destinandoli a persone bisognose di trapianto urgente o che erano in lista d’attesa da tempo. La donna abitava a Cattolica Eraclea da tanti anni e a conferma dell’affetto nutrito da chi la conosceva ai funerali sono accorse centinaia di persone, tra i quali molti suoi alunni diventati ormai uomini e a loro volta genitori. La storia della maestra, conosciuta anche ad Agrigento, ha colpito molto la gente veneta, tanto da essere indicata come esempio di generosità.

In questo senso determinante è stata l’apertura mentale dei due figli della donna, che non hanno esitato a pensare alla vita di altri, nel momento della scomparsa della mamma.

Francesco Di Mare – Da: La Sicilia