La lontananza: male incurabile

Francesco Mulè

Era l’anno 1987. Io e mia moglie decidemmo di scendere, per le vacanze estive, in Sicilia per rivedere i nostri cari e, con loro, i nostri paesi: Cattolica Eraclea e Naro, dove è nata mia moglie. Con i miei figli, Flavio e Giusy, rispettivamente di 11 e 7 anni, partimmo con il Ford Sierra per Genova dove c’imbarcammo sulla Tirrenia, diretti a Palermo.
Durata del soggiorno siculo, due mesi: luglio e agosto. Per la maggior parte a Ribera in casa di mio fratello Michele e di mia sorella Marietta. Qualche giorno e qualche notte ospiti di mia cugina Marietta, a Cattolica Eraclea, in Via Amendola.
Ebbi, allora, la fortuna di trovare zia Maria (sorella della buon’anima di mia madre), che ci accolse con tanto amore a braccia aperte. Due mesi di vacanze spensierate tra l’affetto dei nostri cari e la fraterna accoglienza di amici e conoscenti. Tanti gli amici e tantissimi i giovani e meno giovani che si ricordavano di me. Momenti davvero singolari che mi hanno riempito il cuore di tanta gioia e d’immensa felicità.
Ma l’evento che ho registrato in modo veramente particolare nella mia mente e che ho chiuso come in una cassaforte, poiché lo ricordo ancora oggi molto volentieri in tutte le sue sequenze spazio-temporali, è stato il ferragosto 1987. Alcuni giorni prima mi erano stati presentati gli attori della Compagnia “Valle del Platani”. Non conoscevo nessun membro del Gruppo e nessuno di loro si ricordava di me, data la loro giovane età. Ma, malgrado ciò, siamo riusciti a sintonizzarci immediatamente. L’amministrazione comunale, allora guidata dal sindaco Luciano Chiazzese, ha voluto farmi un bel regalo, presentando un mio libro di poesie. Per la manifestazione è stata contattata la Compagnia teatrale “Valle del Platani”.
“Il mio poeta” è stato presentato, con grande successo di pubblico e di critica da parte della stampa, al Centro sociale di Via Collegio, dal compianto maestro elementare e giornalista Giacomo Spoto e dall’amico prof. Nunzio Bedda. Sono intervenuti il sindaco Luciano Chiazzese, l’ex allievo – adesso avvocato – Giuseppe <Peppi> Giuffrida, assessore alla Cultura e l’amico Nino Renda. Alcuni membri della Compagnia (chiedo venia se non ricordo i loro nomi)  hanno letto brillantemente diverse poesie della raccolta. La manifestazione s’è chiusa con un bel rinfresco, offerto dal Comune.
La sera, sul palco, in Piazza Roma, ha fatto seguito la festa di ferragosto con il complesso di Stefano Di Dio, di cui faceva parte anche la signorina (allora) Rosalinda Fregapane, che ha brillantemente cantato la mia canzone “Cattolica Eraclea” dedicata, appunto, al nostro paese. Una soddisfazione immensa e un’emozione da brividi nell’ascolto del brano e nel ricevere sul palco dalle mani dell’assessore Giuffrida una targa in ricordo della manifestazione.
Un momento che non è mai caduto nel dimenticatoio. Anzi, più passa il tempo e più risento la voce della cantante e gli applausi del pubblico assai caloroso. Ricordi che fanno parte della mia vita. Ricordi di un emigrante interno che ha dovuto lasciare, malvolentieri i miei familiari, il paese, gli amici e, soprattutto, mio padre in lacrime. Lacrime che porto sempre con me. Purtroppo.
E, come sempre, una poesia.

Vergine desiderio
(da “Fotogrammi”)

Sogni di ogni giorno / scalare le montagne / delle speranze // annullarsi / nel muto dialogo / che ti fa assaporare / la verginità / del tuo desiderio.

Francesco Mulè

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