La Comèdie, L’Inferno, 45-76

Ripresi tutti i sensi e sbalordito
vidi in giacchetta nera XXXX XXXXX,
in terra si era sempre divertito
ad arbitrare con facciaccia tosta.

ora espiava pene colossali
su campi ardenti pieni di tizzoni,
chiamato ad arbitrare le finali
tra ladri,ubriachi e lazzaroni.

Io tremai un po ma il mio Maestro
mi tenne il polso e si mostrò impaziente,
mi stava conducendo sì maldestro
ove la fiamma era ancor più ardente

E ancora scendevamo ed io tacevo
sapevo ch’era Guida d’alto ingegno,
e muto come un pesce mi tenevo
umile, ubbidiente e con impegno !

e quando si fermò mia Compagnia
e abbandonò distratto la mia mano,
ecco chi fu dinnanzi a vista mia !
un giocoliere braso-americano

XXXXXX, che contento eppur non era
che si disperava poveretto,
c’era di schiappe un’infinita schiera
a cui insegnare a fare il pallonetto.

Laggiù se ne vantava buffamente,
e davasi patente di grand’asso,
costì piuttosto mesto e mai ridente
giocava pure, ma per palla un sasso.

Rimasi male, mi batteva il cuore,
giocò con me in casa ed in trasferta,
sperai fossero solo poche ore
a calciolare pietre all’aria aperta

  • i sapori
  • gambino ass