La Comédie, L’Inferno, 193-224

Cattolica, dopo 30 anni approvato il Piano Regolatore Generale

La pausa fu breve e riprendemmo

ovunque sassi, spine e buio fitto,
si andava a fondo, ancor di più scendemmo
ad incontrarne un altro tutto afflitto.
XXXXXX XXXXXXXX, re del peccatissimo
senza parola che gesticolava,
per suo linguaggio sempre imperfettissimo
era nel fuoco ardente che espiava,
Satana fu in lui quando parlava
come se fosse socio di presenza,
e il Padreterno verba gli levava
ferma condanna ! non vi fu clemenza.
Anche per lui noi provammo pena
a scorgerlo mutar soffrimmo un poco
ma poi con la prontezza di una iena
ci allontanammo da zittito loco.
Quanto squallore, ombre nere ovunque,
lugubri presenze dappertutto
posti per peccatorum qualunque
per anime spogliate ormai di tutto
Anche se il patto fu di non tremare
al  Don lo assalì la tremarella,
lo incoraggiai a prendere il vagare
e raggiungemmo presto zona bella
E dopo che incontrammo quel parente
si di beltade ma di grave pecco,
ci incamminammo accanto ad un torrente
di malo odore da restarci secco.
E all’improvviso un grido spaventoso,
forse vampiri che bramavan rosso
ed aumentava era cavernoso
e non riuscivo a non sentirmi scosso.
  • i sapori
  • gambino ass