La Comèdie, Il Purgatorio. 89-132

Pur’Egli forse s’era impaurito
di certo quella vista lo scosse
parve che se ne fosse impensierito
e volle riveder tutte le mosse.

Salimmo per sentieri polverosi,
tra siepi d’erbe strane ed incolori,
tornammo a non conoscere riposi
ma fretta e furia per venirne fuori.

Il mio Maestro apparve un po calmato,
mi sorrise pure e si distratte,
quasi che volle essere scusato
come se avesse rotto le pignatte.

E salivamo simili al carretto
con le due ruote messe in relazione,
finchè non sbarra strada un ruscelletto
con altra sconsolante apparizione,

Vedemmo XXXXXXXXXXX che sconvolta
lavava tanto senza risultati,
ci riprovava volta dopo volta
e gli indumenti sempre più macchiati !

Perchè pecco? Dell’acqua fece sprazzo
e il liquido decise la vendetta
non rimediava manco al pruvulazzo
e avanti a noi l’amica si balbetta.

Volli tentare io per acclarare
se quell’acquaccia fosse vera o finta
ma il Vate non mi fece avvicinare
di XXXXXX la speranza fu respinta.

Allora riprovò col candeggiante
anzi vi aggiunse pure smacchiatore,
ma l’acqua fu inflessibile e birbante
tutto restava sporco ed incolore..

Cosi lasciammo la ragazza al fato
e riprendemmo l’ir pericoloso
anche quest’altro incontro ci ha turbato
facendoci scordare del riposo.

Pure questo viaggiar pareva irto,
nessuno incontro allegro o divertente
perciò con gran presenza di suo spirto
ad essere più chiaro fu il “Sergente”.

“Ecco ! ” mi disse “vedi qual sventura
è riservata a tanti peccatori ?
dei tuoi comportamenti n’abbi cura
se vuoi schivare lacrime e dolori “:

  • i sapori
  • gambino ass