La Comédie, Il Purgatorio, 381-432

“Cerchiamo di dimenticare tutto
anzi perchè non dirlo ? proprio tutte
sono angosciate sembrano ad un lutto
erano belle ! ora quasi brutte

non ci pensare, con il tempo arriva
chi in altro regno, dolce t’accompagni
guarda come finirono in rovina!
se non t’accosti, certo ci guadagni,

un giorno annegherai dentro ai suoi occhi
e ne farai di certo il tuo modello,
spero che tutto scordi e che si sblocchi
quanto si cela meglio in tuo cervello ”

“Lo spero anch’io Vate mio erudito,
dei tuoi consigli faccio via maestra
rifiuterò perciò qualsiasi invito
e aspetto che si apra la finestra”

Ed andavam, le suole e le solette
sembrava fossero fatte di ricotta,
ne aveva di riserva e me ne dette
ed io le prendo e lui che non borbotta.

All’improvviso si sprigiona un fuoco,
forse che non prendemmo la via dritta ?
e chi incontriamo con parlare roco
la XXXXXXXX minutella e afflitta.

Il cerchio in cui espiava era cadente,
forse che un terremoto se lo attira ?
lei come d’uso si mostrò ridente,
ma come lumachella in mezzo a pira.

“Oh, esclamai, proprio in questo raggio?
allora tu peccasti in nostre lande?”
e come non mancavale il coraggio
non rifiutò risposte alle domande.

Volevo riferir del suo fratello,
ma il Reverendo anticipa il suo editto:
“Il suo cammino non fu certo bello
dunque la lasci stare e si stia zitto!

è risaputo che pensasse bene
di chi, ma pensa tu, dicesse amaro,
cambiare la parrocchia non conviene
e a ben purificarsi la mandaro”

e ancora il Vate che pareva urtato,
“chi giudicasti giusto lo è ancora,
ormai al referendum han votato
vedi che la tua scheda si scolora ?”

lo lasciai sfogar quel grande Genio
volle essere netto senza veli,
si prese interamente quel proscenio
e sulla lingua non trattenne peli.

Le ribadì la colpa del cammino,
e che scarabocchiò libri e quaderni,
e non per un amor di partannino;
ma salaparutiamo sui disegni !

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