La Comèdie, Il Paradiso 57-108

“Sono Colei proprio a te mandata
in compagnia a ritrovar gli amici,
chissà se dal tuo cuor sarò cantata
o per tristezza o in favole felici ? ”

Ed io senza badare al tornaconto
cioè per compagnia disposta a darmi
convinto di non essere più Ntonto
risposi fermo “si ne avrai di carmi ! ”

Lei mi sorrise e diedemi la mano,
sempre con il suo sguardo dentro al mio,
poi disse “incamminiamoci pian piano
e senza far domande parlo io ! ”

Come un bambino vuol tutto spiegato
io diventai, e domandavo ancora,
le dissi “non mi hai detto il tuo casato ? ”
e Lei di botto “non è giunta l’ora! ”

Ma dopo un tratto candida e splendente
svelò di esser nuova Beatrice….
quasi scoppiava il cuore finalmente!
e per la prima volta fui felice.

Fresca come una rosa-ria non mai,
e tanto profumata e senza spine,
confesso che in tante odi la cantai
di quel viaggio divenne presto il fine.

S’era già instaurata buona stima,
perciò le raccontai del mio passato,
dei regni visitati il tempo prima
e del Maestro che m’ha accompagnato.

Dopo una prima sosta per riposo,
ricominciammo lieti ad avviarci,
al sol vederla ero più gioioso
e quasi veniva voglia di provarci….

Procedevamo a passo lemme lemme,
certi di andare incontro a vera gioia,
in posti incastonati uguali a gemme
pieni di entusiasmo e senza noia.

Lei mi incoraggiava a veder rosa,
per quando avremmo smesso di viaggiare
ma in qualità di single o di sposa ?
tutto era stato messo a lievitare.

L’inizio già fu privo di fatica,
altro che incontri come i precedenti,
assaporammo la letizia antica
quella degli anni mitici e ruggenti.

Ne spaventosi anfratti nè calore,
nè luoghi tetri con chi vi soffra o giace,
solo silenzio, solo il suo candore
felici viaggiatori in santa pace.

Mi avvicinai a Lei, com’era bella !
sperando che mi desse dei ragguagli,
si finse un po distratta e birbantella
e lasciò fare , p’evitare sbagli.

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