La Comédie, Il Paradiso, 165-216

Facemmo tanta strada e non stancammo
Lei poi ! più fresca di una …..rosa
non dico come agli occhi ci guardammo
con aria estasiata e maliziosa.

Un altro mondo ! fu una meraviglia
girare per quel regno e armonizzati,
con Lei che ti sorride o ti consiglia
e ad incontrar soltanto i fortunati.

Infatti avvicinatici a un giardino,
che ci sgranava gli occhi per il lusso
su grande amaca XXXXXXXXXX XXXX
gioiva da chitarrista più indiscusso.

Fine, ciuffato, ilare ed elegante
si stragodeva il premio a lui donato,
quando ci vide si avvicinò all’istante
visto che stava comodo e sdraiato.

Fu il primo in Paradiso che incontrammo
tranne che a inizio l’Angelo guardiano
ma a quello per principio non parlammo
a questo si, e col taccuino in mano.

Gli dissi “amico mio che sei beato”
e lui rispose: ” lo sai che meritai
a te risulta che non ho peccato”
era la verità e l’assecondai.

Era attorniato da ragazze in coro
ad intonar bei canti, che cantate!
c’era armonia perfetta beati loro!
e poi di sera a far le serenate.

Musiche deliziose e svaghi e gioia
enorme collezione di spartiti,
non vi era certo spazio per la noia
solo per sogni candidi e infiniti.

La guida mia disse di partire
lasciando il nostro amico al bel destino,
il suo gioir mi fece inorgoglire
e fu felice anche il mio Pallino.

E lo intuivo come in luogo caro
l’amico mio vi stesse con piacere,
per la sua età fu il primo Pagliararo
per me gratificarlo fu un dovere.

Ed andavamo molto entusiasmati
e migliorava sempre il nostro umore
per quanto tempo lì fossimo stati
ci avrebbe avvolto un fascio di candore.

Perchè costì albergava tanta pace,
altro che in precedenti regni neri,
era bellezza autentica, verace
linfa che non ci dava mai pensieri.

Non ci mancava niente è sottointeso
sempre a mirare il fasto ad ogni posto
pure l’abbronzatura mi son preso
Lei viceversa ebbe un far composto.

  • i sapori
  • gambino ass