La Comèdie di Angelo Guaragna

Visto che sono passati quasi 45 anni, e grazie alle insistenze di qualche amico, ho deciso, di comune accordo con i responsabili del sito CattolicaEracleaOnline… di pubblicare con cadenza settimanale i versi della mia parodia della Divina Commedia
scritta appunto tra il ’70 ed il ’73..
Nell’opera , che è semplice, ironica , e puramente……….causale, ho immaginato di incontrare accompagnato da un Virgilio e da una Beatrice una quarantina di amici attraverso i tre regni dell’Oltretomba, ……..sistemati in quei posti seguendo
un criterio ironicamente personale. Abbiamo deciso di pubblicare una quarantina di versi per volta (sono circa 1.800) e saltando da una cantica all’altra, creando cosi una specie di puzzle che si potrà completare seguendo l’indicazione numerica di essi.
Ogni …….personaggio descritto non sarà …….scritto, ma schermato da un numero di X uguale alle lettere del nome, del cognome o del nome col quale amichevolmente abbia deciso di indicarlo nella parodia. Non sarà difficile individuarlo, (per chi ci ha conosciuti). Inizierò onorando la memoria dell’amico Pasquale Prudenzano, citandone quindi il vero nome di battesimo. A tutti gli altri, grazie a Dio ancora vivi e sani auguro lunga vita ! E a chi avrà la bontà di leggerci mando un affettuoso saluto.

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Festoni dappertutto, che colori !
ma noi non ci volemmo già guastare
rispetto per principi e per valori
tanta reputazione da onorare.

Ci presentammo con soavità
facendo i gran pudichi ad ogni festa,
seppimo fare sfoggio di umiltà
e mai che ci montammo un po la testa.

E costeggiando un piccolo ruscello
pieno di acqua pura senza sale,
vedemmo impomatarsi e farsi bello
” o Pagliar de Napule ” Pasquale

stava deliziandosi cantando.
e si ; che grande merito avrà avuto
faceva “il figo”, lo facea con vanto
con quel suo bel dialetto mai perduto.

Si era appena tolto dal dormire
tutto docciato, fresco e ben pulito
forse per qualche viaggio ripartire
pacioso, lieto, tondo e divertito.

e l’avvolgeva limpida e tranquilla
un’ aria fresca e solita allegria,
si sorseggiava un dito di Oro Pilla
e poi una chiacchierata in compagnia.

Prelibatezze e dolci d’ogni sorta
sul tavolo vassoi traboccanti,
vita che l’appassiona e lo conforta,
trattato insomma, con i gialli guanti.

Eppoi guaglione sveglie in ogni lato
pronte alle richieste e ad un comando
a rinnovar l’invito è ritornato
però, di già, ce ne stavamo andando.

Trattandosi di un Pagliar piccoletto
e certamente immune da peccati
gli riservavan tutti un grande affetto
e trattamenti molto riservati.

Infine lo lasciammo a bella vita
per avviarci incontro ad altri eletti,
lieve, dolce e leggera la salita
altro che quei dirupi maledetti !

(La Comèdie–Il Paradiso, versi 169–208)

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