Indigniamoci con noi stessi

Considerato il fatto che io non vado in piazza a passeggiare e quindi non ho modo di incontrarmi con gli altri a chiacchierare e confrontarmi, approfitto di questo nuovo mezzo di comunicazione per esprimere una mia modestissima idea, in un momento cosi delicato in cui tutti lamentiamo e accusiamo gli altri per la triste situazine che si è venuta a creare in Italia.Sempre grata a cattolicaeracleaonline che ci consente questa possibilita’ in maniera gratuita. Si usa frequentemente il termine mafia e nell’immaginario collettivo si fa una netta distinzione tra mafiosi e non mafiosi. Qualche volta, o spesso, ci si serve di questo termine per offendere gli altri.Io penso che il confine tra mafia e non mafia non sia , poi, cosi marcato.Ma giusto per dare una connotazione semantica, a me sembra che mafia equivale a prepotenza: e tutto cio’ che è prepotenza puo’ essere mafia. Che questa prepotenza venga esercitata dall’amministratore o dal singolo cittadino, nulla cambia. Ne deduco semplicemente che in ognuno di noi c’è una componente di mafiosita’ perchè un po ‘ tutti, chi piu’ chi meno, siamo prepotenti. Possiamo osservare la prepotenza del povero diavolo che, non avendo dove sbattere la testa, prova a rubare; la prepotenza di chi vuole avere piu’ dell’altro e prova a prenderselo in maniera subdola; la prepotenza di chi impone le proprie idee, giuste o sbagliate che siano; la strumentalizzazione che si esercita per portare acqua al proprio mulino. Tutto questo è mafia. Anche il silenzio è mafia, perchè costituisce consenso. Quando noi lasciamo fare, o ci serviamo del malcostume per raggiungere qualche nostro piccolo interesse, ebbene, anche noi siamo mafiosi. Non si puo’ sputare nel piatto dove si mangia. Quindi cominciamo ad indignarci con noi stessi (chi non ha peccato, scagli la prima pietra), facciamo un bel bagno purificatore, profumiamo di liberta’ e coerenza: l’ONESTA’ e la GIUSTIZIA verranno fuori da sole. Questo grande impero mondiale che si è venuto a creare, inconsapevolmente, l’abbiamo favorito tutti noi. Il gioco delle grandi potenze ci ha incartati. La nuova piramide che si è venuta a creare è uguale a quella feudale : c’è stato semplicemente qualche cambio di gradino. All’ultimo posto siamo rimasti sempre noi lavoratori che dobbiamo continuare a sudare per mantenere i privilegi dei padroni . Al tempo di re Francischiello, quando il popolo tentava di far sentire la propria voce, il re dava ordine di fare le feste. Ed oggi è ancora la stessa cosa. Siamo tornati ad essere piu’ poveri di prima e per non farci aprire gli occhi ci propinano il bunga bunga, le escort e tutte le altre diavolerie idonee a tenerci nel lungo sonno della nostra sopravvivenza. L’uomo è diventato robot in cerca di denaro e di potere. Le emozioni sembrano spente: e non si riesce a comprendere i bisogni degli altri . L’alessitimia è la nuova patologia di cui soffriamo tutti.

Svegliamo le emozioni perchè ci fanno capire i bisogni. Le emozioni sono come CAVALLI SCALPITANTI e generano le idee, per cui ne viene fuori la seguente equazione: Emozione= IDEA IDEA+CORAGGIO+VOLONTA’=CONQUISTA. Nessuna volonta’ puo’ sopperire alla mancanza di idee proprie. Le idee, poi, devono essere diffuse, altrimenti non arrivano lontano. Tanti bravi uomini sono morti per le loro idee pulite( fessi?No…..) e perchè ci avevano additato la strada maestra. Un Falcone, un Borsellino, un Mattarella, un Costa,un Chinnici, un Della Chiesa( e l’elenco potrebbe continuare) sono l’espressione migliore della nostra societa’ e sono morti per noi. Non prendiamole soltanto in prestito ,per l’occasione, le idee di questi grandi uomini che noi stessi abbiamo ucciso; ma facciamole nostre. Altrimenti è meglio lasciarli riposare in pace: quella pace che abbiamo negato loro con i nostri subdoli silenzi, con i nostri egoismi, con i nostri consensi agli inciuci, con le nostre falsita’, con la nostra miseria morale. Una cultura impregnata di consumismo e materialismo ha ridotto l’uomo ad un prodotto usa e getta. L’avidita’ non conosce limiti. La debolezza umana si associa per correre dietro alla miseria. Parliamo di Cristo ma facilmente lo lasciamo chiuso a casa, senza mai portarlo con noi ( blasfema? sic…..). Non vuole essere saccenteria la mia, ne provocazione, ma è soltanto una amara riflessione o una forma di “umanesimo integrale”.

PS.” Se un giorno potra’ fondarsi una societa’ politica mondiale, cio’ sara’ dovuto ai mezzi della Liberta’. E’ coi mezzi della Liberta’ che i popoli della Terra saranno portati ad una comune volonta’ di vivere assieme” (Jacques Maritain, in ” La persona e il bene comune”) Intervento in un convegno per la “Possibilita’ di cooperazione in un mondo diviso”.

Cosi non è stato perchè a QUESTO PROGETTO è stata tolta la struttura portante: la LIBERTA ‘ e la SOVRANITA’ POPOLARE. E hanno fatto di noi quello che hanno voluto.

  • i sapori
  • gambino ass