In ricordo del professor Pietro Amato, critico letterario e pittore

Nel campo critico-letterario si è affermato il prof. Pietro Amato, che ho avuto modo di apprezzare personalmente in diversi momenti della mia vita scolastica e non, conosciuto e apprezzato in tutta la nostra provincia. Legato da fraterna amicizia a Leonardo Sciascia e a tanti altri scrittori e grandi artisti come Ignazio Buttitta, Salvatore Quasimodo, Gesualdo Bufalino, Renato Guttuso, Natale Tedesco e Antonino Cremona, è stato considerato come punto di riferimento e guida per i giovani autori agrigentini, di cui faceva parte lo scrivente. Le sue recensioni sono state giudicate puntigliose e oneste, scritte con spirito critico e realistico. Oltre alle numerose recensioni di opere di autori agrigentini e agli articoli pubblicati sui giornali, di lui si conoscono un saggio sulla vita e le opere di Ignazio Buttitta, pubblicato sul IV volume della Letteratura Italiana – I contemporanei ed. Marzorati. Per vocazione critico letterario e saggista, attivissimo tra il 1955 ed il 2000, scrisse numerosi saggi tra i quali “Sciascia e Manzoni”, “La lezione di Sciascia”, “Leonardo Sciascia e Racalmuto”, “La Sagra, Sciascia, Girgenti”, “All’ombra della Noce”, “L’Affaire Sciascia”, “San Calogero e la letteratura”.
Collaborò per diverso tempo con i periodici “L’Amico del Popolo” e “Malgrado Tutto” ed a cavallo tra il 1970 ed il 1975 espose i suoi olii su tela in diverse personali di pittura dando particolare risalto – con forti tinte nelle forme – a girasoli e angoli di sicilianità nei quali Cattolica Eraclea è il cuore della sua ispirazione (“ Famiglia di Girasoli”, “Canali e limoni”, “Racina”, “ Pruno”, “ Ragazzo nell’ aranceto”,“ L’agave, l’ olivo… e le colombelle” , “Il carrubo”, “ Càlati junco”, “Come un caseggiato”,“L’ occhio (i fimmini,/si urnassiru u pettu)”) ed ha donato all’amministrazione del suo paese il dipinto “Ai piedi dell’Etna” che è custodito all’interno della Casa Comunale.

Ha partecipato con piacere e sacrificio a tutte le attività culturali svoltesi nella nostra cittadina, quali ad esempio conferenze e dibattiti, presentazione di opere di cattolicesi e mostre di pittura, tra cui una personale, ricca di svariate tele eccezionali.
Nella sua casa, sacrario di cultura, colpisce la ricchezza della biblioteca (piu’ di 20,000 volumi) e della collezione di articoli su Sciascia metodicamente raccolti e catalogati. Un’eredità, quella di Pietro Amato, che la provincia di Agrigento e il mondo della cultura, la nostra Biblioteca Comunale dovrebbero valorizzare per non rischiare di perdere un patrimonio intellettuale inestimabile.
Accenniamo brevemente al suo “curriculum vitae”.
Nato a Cattolica Eraclea l’11 luglio 1930 nella casa di via Pietà da Salvatore e Marianna Granata, frequentò le scuole elementari nello stesso paese. Durante il periodo bellico fu costretto a spostarsi per frequentare le scuole medie nel paese di Bivona. Proseguì gli studi classici nella città di Sciacca, poi laureandosi in lettere nell’Ateneo di Palermo.
Nel 1955 si trasferì nella città di Agrigento per insegnare latino e greco nel liceo classico Empedocle e successivamente italiano e storia in diversi istituti di scuola superiore, ciò fino al 1994 anno del pensionamento. Nel 1964 sposò Maria Carlino, sorella di Santo Carlino giornalista del La Sicilia, stabilendosi definitivamente ad Agrigento. Insegnò per oltre quaranta anni a numerose generazioni, trasmettendo ai giovani l’amore per le lettere unitamente al rispetto del giusto e della legalità ed è ricordato , ancora oggi, dai suoi più affezionati allievi come “maestro di vita”.