Il sindaco Piro a proposito della pulizia e gestione dell’area boschiva di Eraclea Minoa

Cosimo Piro
Il sindaco Cosimo Piro con una lettera inviata al dipartimento regionale dell’Azienda delle Foreste Demaniali, all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, alla Provincia regionale di Agrigento, al comandante della Capitaneria di Porto e per conoscenza all’assessorato regionale Territorio e Ambiente e alla prefettura di Agrigento, chiede collaborazione fattiva a tutti quegli enti che per legge sono preposti alla pulizia e alla sorveglianza della vasta area boschiva della località balneare e turistica di Eraclea Minoa.

“Il considerevole afflusso di bagnanti nella zona turistica di Eraclea Minoa – scrive il sindaco nella nota inviata – durante la stagione estiva solleva l’annosa questione afferente il riparto di competenze fra enti pubblici per la gestione e la manutenzione dell’area boschiva sita in territorio di Cattolica Eraclea, località balneare di Eraclea Minoa. Nei mesi di luglio e agosto, infatti, il problema ambientale si manifesta in tutta la sua gravità atteso che i villeggianti invadono abusivamente la pineta antistante l’arenile, in dispregio della normativa posta a tutela delle condizioni igienico sanitarie e del complesso boschivo e faunistico del luogo.
Invero, la questione relativa al riparto delle rispettive competenze in materia di manutenzione e gestione del patrimonio forestale fra enti pubblici che a vario titolo intervengono nell’area, nasce da una legislazione regionale e statale che individua attribuzioni primarie in capo ad un Ente pubblico e poi, affida ad una pluralità di organismi specifiche competenze in ossequio ad un generale principio di collaborazione reciproca.
Al fine di fugare ogni dubbio in merito alla manutenzione e gestione della pineta di Eraclea Minoa con particolare attenzione alla problematica afferente la rimozione dei rifiuti ivi abbandonati, appare doveroso richiamare le seguenti disposizioni legislative:
– la legge regionale n. 16 del 1996 che detta disposizioni in materia di competenza sul patrimoniale forestale;
– l’art. 30 del codice della navigazione per quanto concerne il demanio marittimo e le rispettive competenze;
– ed infine la L.r. 25 del 1993 afferente l’onere di provvedere alla pulizia del litorale della Sicilia.
Da un analitico esame della succitata normativa discende quanto segue:
– art. 14 della L.r. n. 16/1996 disciplina espressamente le attività complementari degli uffici centrali e periferici del dipartimento regionale delle foreste e dell’Azienda regionale delle foreste demaniali attribuendo a quest’ultima la competenza per la gestione di terreni boscati (comma 1, lett. b); il comma 6 prevede che l’interevento in parola può essere compiuto solo a seguito di convenzione con gli enti proprietari dei terreni; si precisa, altresì, che le relative spese sono a carico dell’Azienda regionale delle foreste demaniali anche nel caso in cui le convenzioni prevedano la gestione diretta degli interventi da parte degli enti locali proprietari dei terreni.
– L’azienda, in particolare, ai sensi della L.r. 18/1950 ha il compito di gestire il patrimonio forestale della regione e favorire l’attività per l’incremento e il miglioramento delle zone boschive, mentre al Dipartimento delle foreste competono funzioni di vigilanza e prevenzione, nell’ambito del RDL 3267/1923 la cui ratio è la funzione conservativa e protettiva dei boschi insistenti su terreni vincolati per scopi idrologici;
– L’art. 7 della legge citata(Forme di gestione del patrimonio forestale) prevede che le funzioni attribuite alle comunità montane dalla legge statale n. 97 del 1994 sono esercitate nel territorio della regione siciliana dalle province regionali che possono delegare le funzioni ai comuni interessati.
– L’art. 30 del codice della navigazione dispone che “l’amministrazione della marina mercantile regola l’uso del demanio marittimo e vi esercita la polizia.
– Ed infine, in materia di obbligo di smaltimento di rifiuti, soccorre la disposizione di cui all’art. 160 della legge regionale 25/1993, laddove assegna alle province regionali l’attività di raccolta e smaltimento di rifiuti nelle parti di territorio esterno ai perimetri dei centri abitati ( così come definiti dall’art.18 della L.865/1971) e con priorità alla raccolta dei rifiuti abbandonati lungo i litorali marini e nelle aree naturali protette (l’area boschiva è sottoposta a vincolo paesaggistico imposto con D.A. n.7167 del 22/10/1993) , prevedendo anche per tale attività lo stanziamento di fondi da ripartire tra le medesime province con provvedimento dell’Assessore regionale per il territorio e per l’ambiente; si precisa che la superiore disposizione continua a trovare applicazione nonostante l’istituzione delle società d’ambito, e dunque sotto la vigenza del D.l.vo 22/97, dal momento che queste realizzano soltanto una forma organizzativa dei servizi affidati, ma non sottraggono agli enti locali partecipanti la titolarità delle competenze.(circolare 27 marzo 1998, n. 6006 Ass.to Territorio e Ambiente)
Indubbiamente, gli enti responsabili a vario titolo della manutenzione – continua Piro – e gestione della pineta di Eraclea Minoa, devono collaborare fattivamente, nell’ambito delle rispettive competenze, al fine di preservare non solo il patrimonio boschivo e faunistico del territorio ma anche la tutela della salute dei cittadini nell’ambiente in cui vivono; si ricorda, infatti, che l’abbandono indiscriminato di rifiuti nell’area boschiva in questione ha sollevato l’attenzione degli organi sanitari(ASP di Agrigento) territorialmente competenti che invitano all’osservanza delle condizioni igienico-sanitarie a tutela della salute e della salubrità dell’ambiente circostante.
Alla luce delle superiori premesse, si invitano gli enti in indirizzo all’adozione dei provvedimenti di rispettiva competenza, con particolare riferimento alla rimozione dei rifiuti indiscriminatamente abbandonati nell’area boschiva di Eraclea Minoa, attivando ove occorra ogni potere per un’efficace vigilanza e tutela dell’area anche dal taglio indiscriminato di alberi da parte di vandali per l’uso improprio di legna da ardere per barbecue improvvisati.
In difetto di riscontro, l’Amministrazione Comunale – conclude la lettera – si vedrà costretta suo malgrado a provvedere nel più breve tempo possibile attivando ove necessario ogni utile iniziativa per accertare la specifica competenza in materia e per il recupero delle spese all’uopo sostenute nell’attivazione di servizi sostitutivi.”