Il silenzioso e pericoloso emendamento “GENDER”

di Alfonso Licata

In questi giorni si è sentito parlare (Poco) del progetto “Gender”, un emendamento che fa parte del pacchetto delle riforme della “Buona Scuola” che verrà approvato nelle camere con il silenzio dei media, che consiste nell’inserimento all’interno della scuola, di un tipo di educazione da impartire agli alunni da parte di “Specialisti”, che spiegheranno ai nostri figli ed alle nuove generazioni da 0 a 15 anni, come comportarsi sessualmente.
Il linguaggio, prima di tutto, che è quello della “lingua di legno” del politicamente corretto. E i contenuti: nei libretti che finora ci hanno proposto, come in quelli dell’Unar, ormai noti, è sempre presente il messaggio che la famiglia non è solo e non è sempre quella con mamma e papà, ma anche quella con due papà, con due mamme, la famiglia multi-colore, il tutto fatto passare come un qualcosa di già acquisito. E i genitori, praticamente, non hanno scelta, perché la scuola è quasi tutta monopolio di Stato. Quindi non ci sarà alcuna possibilità di sottrarsi a questo tipo di educazione. Il problema è che gli insegnanti non se ne rendono conto, pensano che si tratti di un falso allarme, che la protesta eventuale sia una cosa assurda, ignorando che in realtà dovranno lasciare l’aula per far spazio a questi psicologi che devono “Educare” i nostri figli a destrutturare, distruggere la famiglia così per come la conosciamo da sempre. Infatti durante queste “lezioni” la sessualità verrà presentata non come dice la natura, bensì come libertà di scegliere il “Genere” a cui appartenere, poichè scomparirà la parola sesso maschile o sesso femminile e verrà sostituita con la parola “Genere” seguita dalla natura in cui uno si riconosce (Etero. omosesuale, bisessuale ecc.). Di fatto la parola gender, significa genere, e vuole del tutto sostituire la parola “sesso”.
Di fatto, verranno spiegate ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli, tutte le sfaccettature sessuali possibili, dalla masturbazione al sesso di gruppo, al sesso con animali ecc. Il tutto racchiuso in circa 60 generi “Gender” in cui identificarsi… Un vero abominio!
Il Diacono Girolamo Furio, della Diocesi di Roma, definisce la teoria del gender come una idea che sostiene la non-esistenza di una differenza biologica tra uomini e donne determinata da fattori scritti nel corpo, ma che gli uomini e le donne sono uguali da ogni punto di vista; c’è quella differenza morfologica, ma non conta niente. Invece la differenza maschile/ femminile è una differenza esclusivamente culturale, cioè gli uomini sono uomini perché sono educati da uomini, le donne sono donne perché sono educate da donne.
Se non ci fossero queste costruzioni culturali non ci sarebbero differenze tra donne e uomini e il genere umano sarebbe fatto di persone uguali. In tal modo la sessualità viene dissociata dalla personalità, non viene naturalmente connessa con la costruzione di una persona.
Se osserviamo la realtà vicina a noi, in effetti oggi i ragazzi e le ragazze tendenzialmente sono educati nello stesso identico modo e i genitori si vergognano un po’ se dicono alla figlia cose diverse che al figlio, anche se in realtà i ragazzi e le ragazze hanno esigenze diverse, problemi diversi, incontrano ostacoli diversi. Si è imposta la tendenza a negare le differenze.
Prima l’idea era di essere uguali se cancelliamo la proprietà privata, le differenze sociali, la meritocrazia, se cancelliamo tutto. Oggi, invece, questa utopia dell’uguaglianza ha preso strade diverse: secondo la teoria del gender, l’umanità non è divisa tra maschi e femmine, ma l’umanità è fatta di individui che scelgono chi vogliono essere. Questa utopia dell’uguaglianza è anche quella che sta dietro l’eugenetica: se nessuno è malato, siamo tutti uguali, tutti sani.
tutti felici.
Il successo di questa omologazione è anche legato al crollo delle ideologie tradizionali, al riempimento di un vuoto dopo il crollo del muro di Berlino. Si introduce così il cambiamento di termini: parentalità invece di genitori, perché genitori sono padre e madre, invece parentalità è una parola strana; parole che cancellano la differenza sessuale e che vorrebbero dire che esistono solo dei nuclei sociali che possono assomigliare alla famiglia, indipendentemente dalla differenza sessuale.
La cosa grave è che le Nazioni Unite e, soprattutto, l’Unione Europea hanno sposato quest’ideologia del gender, come un’ideologia ugualitaria, quindi buona, quindi da proporre.
L’Unione Europea ha stabilito sostanziosi finanziamenti per favorire la diffusione dell’ideologia del gender in Europa; il che ha significato che chiunque in una Università, in un contesto di ricerca, metta il termine gender nel suo programma, diventi idoneo a ricevere dei soldi. Questo ha fatto sì che il termine abbia avuto una rapida diffusione, perché anche persone che si occupavano di cose diverse hanno inserito la parola gender in modo tale da avere finanziamenti. Così il termine è diventato familiare; poi è molto chic perché è un termine inglese, moderno; non si dice più differenze sessuali, che ricordano il sesso, archetipo della Creazione, gender è molto più carino, alla moda. Uno si sente parte di un mondo avanzato, moderno, se lo usa; anche all’interno del mondo cattolico. Lo usano tutti. La diffusione è avvenuta anche nelle nostre Regioni: nei documenti delle Regioni si usa “famiglie” invece che famiglia, e parentalità. Troviamo la parola genere dappertutto e le persone che la usano non sanno tutta la storia: che cosa è il genere, il pericolo che rappresenta e il tipo di categoria che usano.
Bisognerebbe stare molto attenti, quando si parla, a non usare il termine “genere” e a denunciare quando viene usato: tu sai cosa è? Ma sai cosa vuol dire questo termine che usi? Perché è un modo per contrastare questa avanzata assurda che però, ad un certo punto, come tutte le ideologie diventa realtà sociale; e quindi già si dice che non esiste più la differenza sessuale, ma che esiste solo il genere, che è una costruzione culturale.

Cosa è successo nel frattempo…
Il 3 maggio, Giovanna Martelli, consigliere del presidente del Consiglio Matteo Renzi sulle Pari opportunità, ha proposto un emendamento, sottoscritto da tutto il Pd, che è stato approvato dalla VII commissione della Camera. In esso si chiede che nel pianto triennale dell’offerta formativa si assicuri «l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione delle violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle relative tematiche». All’apparenza nulla di grave, se non fosse che tutti sappiamo a cosa si miri con questi escamotage linguistici.
Intanto, sono state consegnate al presidente Sergio Mattarella le oltre 180 mila firme che 41 associazioni hanno raccolto per chiedere di fermare l’infiltrazione dell’ideologia genere nelle scuole italiane. Age, Agesc, Giuristi per la vita, Movimento per la vita, Provita Onlus, che hanno promosso la petizione, chiedono al Capo dello Stato di «intervenire, con la sua autorità giuridica e morale, presso gli organi competenti, affinché vengano presi i provvedimenti idonei» affinché sia rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione dei più piccoli. Al tempo stesso, si chiede che sia rispettata la definizione di famiglia così come indicato dalla Costituzione e non si disconosca il valore e la bellezza della differenza sessuale. Dopo Mattarella, le firme saranno presentate a Renzi e al ministro Stefania Giannini.
Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita, si è detto preoccupato per la «penetrazione dell’ideologia del gender» nella scuola. Un’ideologia, ha dichiarato Gigli ricordando le parole di Papa Francesco che è «un’autentica opera di subdola colonizzazione culturale portata avanti anche da organismi pubblici quali l’Unar. Una logica che ritroviamo anche in iniziative legislative come la cosiddetta legge “anti-omofobia” e quella sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso». Questa è la colonizzazione ideologica dice il Papa: Entrano in un popolo con un’idea che niente ha da fare col popolo; sì, con gruppi del popolo, ma non col popolo, e colonizzano il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono, prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza. I popoli non devono perdere la libertà. Il popolo ha la sua cultura, la sua storia; ogni popolo ha la sua cultura. Ma quando vengono condizioni imposte dagli imperi colonizzatori, cercano di far perdere ai popoli la loro identità e fare una uguaglianza. Questa è la globalizzazione della sfera: tutti i punti sono equidistanti dal centro. E la vera globalizzazione – a me piace dire questo – non è la sfera. È importante globalizzare, ma non come la sfera, ma come il poliedro, cioè che ogni popolo, ogni parte, conservi la sua identità, il suo essere, senza essere colonizzata ideologicamente. Queste sono le “colonizzazioni ideologiche”.
Il PD intanto definisce il gender un emendamento che è in linea con i principi costituzionali che prevedono all’art. 3 della Costituzione al quale anche il Presidente ha fatto riferimento in occasione della giornata contro l’omofobia. Il superamento delle differenze e l’inclusione sociale, dice il PD, sono valori ai quali dovremmo sempre ispirarci. Per riportare la discussione ai fatti, l’emendamento finito nella polemica che è stato approvato in commissione prevede che il Piano triennale dell’offerta formativa assicuri l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti ed i genitori sulle relative tematiche”.

Riassumendo…

In poche parole, con la scusa dell’anti-omofobia, della parità, del diritto all’identità , alla libertà di pensiero e all’anti-disciminazione e della non violenza, si sono infilati in questo assurdo progetto, nomi come Microsoft, Apple, Ebay, Twitter, Facebook ecc., mettendo in ballo una marea di soldi per inserirsi nel sistema di controllo centrale che fa agire il popolo come vogliono i potenti.
La riflessione da fare, è questa: Malgrado siamo sempre stati un popolo con tradizione cattolica, abbiamo fatto passare la legge sul divorzio, e soprattutto quella sull’aborto… Questa che ci propongono è una cosa molto più grave…. La faremo passare?
Il 20 giugno ci sarà una manifestazione a Roma contro il gender, che abbraccia la famiglia a prescindere dal credo religioso. Credo sia doveroso partecipare e comunque ribellarsi alla follia che ci stanno proponendo, che ci riporta indietro di millenni, ai tempi di Sodoma e Gomorra.
Vi riporto l’indirizzo del sito internet della manifestazione anti-Gender ed un breve video che spiegherà sommariamente cosa è previsto.

Vi invito altresì a cercare la parola “Gender” per rendervi conto di come vogliono distruggere il mondo.
Sito della manifetazione:
http://www.lamanifpourtous.it/
Video:
https://www.youtube.com/watch?v=Y3hndmjeUhc

ALFONSO LICATA

  • i sapori
  • gambino ass