Cattolica Eraclea è un paese dove ancora oggi le feste religiose e le tradizioni popolari sono forti, sentite, e ben radicate. Rappresentano una variopinta fusione di religiosità, folklore e antichi riti. Le feste popolari sono vissute come un momento di socialità, un modo di stare tutti insieme in famiglia e con gli amici. Sono molti i cattolicensi che vivono all’estero e colgono l’occasione di una festa per ritornare al paese natio e trascorrere un periodo in compagnia di parenti e amici con passione e partecipazione.
SETTIMANA SANTA

morto e la Madonna Addolorata, sono entrambe portate a spalla dalle confraternite, denominate “Cappe”. Persone di età varia tutti del luogo che indossano una tunica ed un cappuccio entrambi di colore bianco, ma differiscono nel colore della mantellina secondo la parrocchia di appartenenza (gialli la Mercede, blu il Rosario e rosa le donne). L’ambiente è reso triste dal silenzio, dai canti in vernacolo e dai “Lamenti”, antiche strofe corali funebri di quattro versi che vantano localmente una antica tradizione.
La sera il momento della funzione diventa di maggiore suggestione. Allo spuntare della prima stella, il Cristo morto viene tolto dalla Croce, deposto in un’artistica urna in legno di pioppo del 1663, e unitamente al simulacro della Madonna dell’Addolorata, vengono portati a spalla dalle “Cappe”, in una sontuosa processione che si snoda lentamente (tre passi avanti e uno indietro) lungo le vie del paese, accompagnata dalla banda musicale che intona un canto tradizionale chiamato “Ah! Si, versate lacrime”. 













Patrono del paese si festeggia il 19 marzo. In piazza Roma si svolge il tradizionale pranzo della Sacra Famiglia, al quale partecipano S. Giuseppe, Maria e Gesù, e tredici santi, interpretati da persone del luogo.
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