Il Calvario di Cattolica Eraclea diventa bene di interesse storico e antropologico

Il Calvario di Cattolica Eraclea diventa bene di interesse storico e antropologico

Lo ha deliberato con un apposito decreto la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento che ha trasmesso il relativo decreto all’amministrazione comunale cattolicese. La notizia è stata resa nota dal vicesindaco Gaetano Veneziano Broccia: “Il calvario di Monte San Calogero, alle porte del paese, rappresenterà ora e meglio un sito di interesse culturale e religioso che può portare anche sviluppo turistico”.
Il sito cattolicese, precisano i tecnici e i dirigenti della Soprintendenza, riveste particolare importanza da un punto di vista antropologico e storico devozionale in quanto costituisce una testimonianza degli aspetti rituali e religiosi tipici dell’espressività popolare della comunità locale, unitamente ad elementi di valenza architettonica e paesaggistica.

Il monte San Calogero in cui si trova il maestoso Calvario offre uno scenario molto simile allo storico Golgota fuori le mura di Gerusalemme su cui, secondo i vangeli, Gesù fu crocifisso. Il luogo è affollato ogni anno di fedeli e turisti durante i giorni della suggestiva processione e crocifissione del Venerdì Santo che qui è molto sentita e a fine agosto in occasione dei festeggiamenti in onore al Santo Nero tra i più venerati nell’Agrigentino. Contornato da pini e abeti, il Calvario è arricchito dalle quattordici cappellette della Via Crucis costruite in pietra bianca e dalla chiesetta di San Calogero costruita nel 1696 da un muratore di Santo Stefano di Quisquina con il consenso dai Gesuiti.

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