Giochi di una volta, “a Niniddru”

Seconda puntata del nostro percorso attraverso le tappe della vita sociale del nostro paese, attingendo informazioni dalle varie pubblicazioni dedicate alla nostra cultura e alle nostre tradizioni.
Il libro che stiamo scrutando per la nostra ricerca è ” Sotto la polvere del tempo, cultura e tradizioni di Cattolica Eraclea” della professoressa Angela Zambito pubblicato nel 2006.

Quanti di voi hanno giocato ‘a NIniddru? Fatecelo sapere lasciando un commento nel form sottostante.

I giochi di una volta – A NINIDDRU

A Niniddru era un gioco di gruppo, in cui i partecipanti si schieravano addossati al muro, mentre uno di loro, il “mazzeri”, si sedeva su uno scalino ed un altro, tirato a sorte, si piegava ed appoggiava la testa al muro.
Dal gruppo si staccava un ragazzo che, avvicinatosi, al compagno piegato, lo colpiva con il palmo della mano e , cercando di non farsi riconoscere, ritornava nel gruppo. A questo punto il mazzeri chiedeva: ” Cu fu Ninì?” Questi avvcinatosi ai compagni addossati al muro, ne indicava uno e, tenendolo a cavalluccio, lo portava dal capogioco, che gli chiedeva: ” A cu porti?” ” A Niniddru”, rispondeva l’altro. Se il ragazzo aveva indovinato, si liberava e cedeva il posto al compagno. Nel caso in cui non indovinava, il mazzeri gli ordinava: ” Va a lassalu ca nunn’ è iddru! ” e questi doveva riportare il compagno al proprio posto, tenendolo sempre a cavalluccio.
Si caricava sulle spalle un altro compagno ed il gioco continuava fino a quando non indovinava chi era Niniddru, che una volta scoperto prendeva il posto del compagno.

  • i sapori
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