Fate la carità… Fate la carità a un povero politico…

di Gian Joseph Morici – lavalledeitempli.net

Popolo ingrato. Mentre c’è chi toglie il disturbo lasciandosi morire, o togliendosi lui stesso la vita, perché non sopporta l’idea di dover vivere da nababbo con una pensione di 600 euro al mese, c’è chi continua uno sporco gioco al massacro infierendo nei confronti dei parlamentari italiani, ridotti al di sotto della soglia di povertà.

Eletti grazie ad una legge la cui denominazione (porcellum) rende chiara l’idea della dignità politica della classe, questi poveri disgraziati sono oggetto di una campagna denigratoria che non tiene conto alcuno del fatto che i parlamentari italiani – come afferma Cicchitto – ricevono indennità equivalenti se non addirittura inferiori a quelle dei loro colleghi francesi e tedeschi, specie se si tiene conto dei livelli ben diversi di tassazione

E le tasse, in Italia, si sa che le pagano. Costretti ad abitare in case a loro intestate, ma delle quali non hanno neppure il piacere di poter pagare le rate del mutuo visto che a loro insaputa sono da altri pagate, se non riescono ad arrotondare lo stipendio vendendo un voto di fiducia o intascando qualche tangentuccia, devono sperare nella mensa della solidarietà o nel buon cuore dei lavoratori dipendenti (magari sottopagati) e dei pensionati (nababbi da ben 600€ al mese), che mossi a compassione allungano al poveraccio di turno qualche centesimo affinchè possa continuare a mandare avanti la famiglia.

Una vita grama, trascinandosi come tartarughe alla ricerca di un lido che possa accogliere loro e le loro femmine.


Seychelles e Maldive, restano alcuni tra i pochi posti dove indisturbati possono recarsi per i loro accoppiamenti (Villa Certosa ha chiuso battenti), lontani dallo stress quotidiano.

Ma al peggio non c’è mai fine e i meno fortunati di loro (quelli che non riescono a farsi pagare un voto di fiducia, né una tangente), vagano lungo le italiche spiagge con il cartello al collo: “Fate la carità… Fate la carità a un povero parlamentare…”.

Per il futuro, possono soltanto sperare nel “porcellum”…

L’ex sottosegretario e deputato del Pdl Francesco Giro ha scritto una lettera aperta ai presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani per chiedere che le misure che verranno prese per la riduzione dell’indennità parlamentare non “siano lesive della dignità” degli stessi.

E mentre c’è chi non riesce a sopravvivere al rimorso di vivere principescamente con una pensione di circa 600€ al mese, c’è chi ha ancora il barbaro coraggio di ledere la “dignità” di quanti vengono eletti con una legge soprannominata “porcellum”, sacrificando la loro esistenza a servizio del popolo, ricevendo in cambio indennità equivalenti se non addirittura inferiori a quelle dei loro colleghi francesi e tedeschi.

Perché aspettare che siano loro a doverci chiedere l’elemosina? Perché mortificare un parlamentare (ma anche un presidente della provincia o un sindaco) costringendolo a dover tendere la mano al nostro passaggio? Non sarebbe più giusto fare un gesto di carità senza attendere che ci venga richiesto?

Rifletteteci e quando incontrate per la via un ministro, un parlamentare, un sindaco, allungate una mano e, senza farglielo pesare, porgete pure la vostra monetina da 10 centesimi, per voi non sono nulla, ma per quel poveretto possono rappresentare tanto…

Fate la carità… Fate la carità a un povero politico…

di Gian Joseph Morici – lavalledeitempli.net

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