Eraclea Minoa: quando l’antico si tinge di romantico…

di Clarissa Arvizzigno

Quando l’antico si tinge di romantico ,quando la storia lascia spazio al ricordo, la memoria, allora, come un vecchio pendolo racconta del tempo…

Eraclea Minoa, santuario dello spirito ,della storia, si erge così a ridosso di una lussureggiante pineta , su uno sperone roccioso di marna bianchissima che fa da corona a un mare limpidissimo, e ad una spiaggia di sabbia finissima dai colori tropicali ,sulla quale è dolce il riposo all’ombra degli odorosi platani.

La località turistica ,situata a 13 km da Cattolica Eraclea, sorge negli anni 1960-1980 divenendo ben presto centro di turismo internazionale per la naturale bellezza del luogo, decantato ameno sin da tempi remoti.

Questo tempio dell’anima fu chiamato “Makara”, ovvero la città beata per la fertilità del suolo, in quanto punto d’ approdo sulla foce dell’ Halykos, l’odierno Platani. Così, con il passare dei secoli l’antica Makara , fondata dai Rodii, lascia spazio alla famosa Minoa di fondazione cretese, e la storia al mito. Il leggendario re cretese Minosse calpesterà la terra sicana con il suo esercito , trovando la morte proprio presso questi luoghi; mentre l’architetto ateniese Dedalo solcherà il suo cielo attraverso le ali di cera della libertà. Il mito colora la storia, ne dipinge i tasselli ed allarga il mosaico della memoria attraverso quel susseguirsi temporale e progressivo delle civiltà, dove il tempo appare sospeso nella leggenda e la leggenda nella storia. Sopra lo sperone roccioso di Capo Bianco, un meraviglioso teatro greco di epoca ellenistica in marna bianchissima si affaccia su un mare di specchio che toglie il fiato.

Esso è testimonianza ,senz’ altro, dell’impronta di una civiltà raffinata e culturalmente avanzata quale quella greca del secolo IV a .C , con i suoi riti, le sue danze, i suoi versi rimasti immortali nei secoli. Osservando l’abitato greco-romano, le mura di fortificazione, questi vetusti resti di civiltà mitiche appaiono, ancora oggi, impregnati di un mistico sentimento che ferma nel tempo suoni, odori, e sopra le rovine fissa la luce dell’antico nell’eterno istante degli arcani marmi.

L’associazione culturale “Teatri di Pietra,” offre ogni anno, la possibilità di assistere a rappresentazioni di opere comiche e classiche direttamente derivanti dal mondo classico, così da costituire un’opportunità di crescita economica e culturale per il territorio di Cattolica Eraclea.

All’ antica colonia selinuntina spetta, dunque, di rinnovare il messaggio culturale degli antichi, persino nella società odierna, che assiste a una crescente globalizzazione dei costumi, e nel suo essere fin troppo dinamica, non sente più il confronto diretto con il passato al fine di ricercare degli ideali universali, al fine di conoscere la storia e con essa le nostre radici.

“Noi le radici le abbiamo in noi stessi ,conoscerle, quindi, significa conoscere noi stessi. Il passato non è tramontato per sempre, il passato è vivo nel presente ,è la struttura costitutiva del presente”, afferma il prof. Francesco Renda ,storico di origine cattolicense.

Ricordando Eraclea Minoa sensazioni, impressioni sembrano susseguirsi in un vortice senza fine: meraviglia dinanzi ad una luce antica che racconta il passato e riflette il presente, nostalgia dinanzi ad una luce romantica impregnata di presente , ma che ricerca le sue radici nel passato attraverso la metamorfosi della storia.

Clarissa Arvizzigno – www.corleonedialogos.it

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