Enti di Formazione, i campieri del XXI° secolo

di Gian Joseph Morici

A caratterizzare la Sicilia agricola dell’Ottocento, fu la figura del campiere, che da uomo di fiducia del ricco feudatario ne curava la conduzione del latifondo, fino ad impadronirsene.

La Sicilia del XXI° secolo, abbandonate le terre, ha dato vita a nuovi feudi, che hanno visto la nascita di una nuova figura di gabelloto e di proprietario latifondista, e con questi, i nuovi campieri.

La Formazione professionale.

Fu Raffaele Lombardo, a margine di una conferenza stampa, a indicare sommariamente il valore del nuovo feudo, quando affermò che in dieci anni con i soldi spesi per la Formazione professionale si sarebbe potuto realizzare il ponte sullo Stretto di Messina.

Un piano che da 50 milioni di euro, passò ai 250 milioni di euro del 2008, fino a quando nel 2009 non fu lo stesso Lombardo a bloccare il piano che avrebbe portato la spesa fino a 300 milioni di euro annui.

Signori del ricco feudo, fino a quel momento, i vari assessori regionali succedutisi alla guida della Formazione professionale, che, grazie allo stipendificio messo su, riuscirono a mietere consensi elettorali miracolosi.

Amici, parenti, capi elettori, ragazze di belle speranze, politici e lacchè, andarono ad affollare gli enti di formazione.

A mettere la parola fine alle facili assunzioni (spesso parentali) presso gli stipendifici della formazione, avrebbe dovuto provvedere la legge del 2008 per il blocco delle assunzioni

Una pia illusione, di quanti ritenevano terminata l’epoca delle baronie. Fatta la legge, trovato l’inganno!

Con qualche piccolo escamotage, magari trasformando un co.co.pro in un’assunzione a tempo indeterminato (a volte sancita con un assai controverso, e forse illegittimo, accordo a seguito di vertenza), il blocco delle assunzioni pare sia stato violato e centinaia di persone sono state assunte.

Inutile dire che le nuove assunzioni, o la ricollocazione da un ente a rischio ad altre più comode poltrone, ha riguardato, come sempre, parenti, amici, capi elettori, ragazze di belle speranze, politici e lacchè.

Ma, questa volta, a far la parte dei leoni, non sono stati i Signori di una volta (politici), bensì coloro i quali da “campieri”, si son ritrovati padroni assoluti del ricco feudo.

Ma anche le ricchezze si disperdono, se non sapientemente amministrate.

L’emorragia che ha finito con il dissanguare le casse della Regione Siciliana, ha portato all’approvazione del ddl sulla Formazione professionale, con gli enti costretti ora a fare i conti ed avviare i licenziamenti.

Il taglio del 30% sui fondi del Prof, oltre al parametro unico, hanno messo con le spalle al muro gli enti di formazione, che hanno così dovuto far ricorso alla messa in mobilità dei dipendenti.

Gli ultimi assunti? No. Anche in questo caso, chi ha gestito le ultime assunzioni, come l’allievo che supera il maestro, ha saputo far di meglio e garantirsi i suoi protetti.

A completare un quadro assai fosco, un sistema che “è perverso – come dichiarato dallo stesso Lombardo – perché il governo ha pagato gli enti, gli enti in molti casi hanno pagato altre spese ma non hanno pagato gli stipendi.”

Una vicenda, quella della formazione professionale, che ha investito gli enti di tutta la Sicilia, attirando forse “attenzioni indesiderate”, così come auspicato nel mese di maggio dallo stesso Governatore Lombardo, il quale invocava “le istituzioni competenti preposte alla tutela della legalità e alla salvaguardia degli interessi generali, a partire dalla magistratura che già svolge questo impegno in maniera encomiabile”, ad intervenire per impedire ancora ulteriori sprechi.

Questa la situazione a livello regionale, della quale si è molto discusso e altrettanto è stato scritto. E Agrigento?

In quella che potremmo definire la “città omertosa” per eccellenza, né si parla, né si scrive. E neppure si bisbiglia…

Ancora una volta, così come accadde con la “parentopoli nei sindacati”, a squarciare questa coltre di silenzio sarà il nostro giornale, che a breve andrà a narrarvi di nuove parentopoli, di “controllori incontrollati”, di carriere lampo e tanto altro ancora.

Questa è Agrigento…

di Gian Joseph Morici – la valledeitempli.net

  • i sapori
  • gambino ass