DITE LA VOSTRA. Salvatore Spataro su questione IMU agricola

riceviamo e pubblichiamo

Come dice un nostro vecchio detto: NON E’ MAI TROPPO TARDI. Si!!! non è mai troppo tardi per recuperare gli errori commessi e quasi sempre , se c’è la volontà, tutto è possibile.
Ma bisogna avere rispetto di tutti, capire e non pensare di essere il non plus-ultra. Chi oggi, si attesta il ruolo di comando delle sorti del paese, non può pensare di stare fermi e poi, dopo aver compromesso tante e tante cose, cerca spiragli a soluzioni che prima a momento debito, non ha voluto provare.
Non si fanno proposte carenti e privi di supporti giuridici di appoggio, se si vogliono raggiungere determinati obiettivi.
La proposta del CONSIGLIERE di maggioranza è superficiale in tante sue componenti e trascrive argomenti non validamente supportati per un eventuale riconoscimento da parte del governo.
-Non si può dire e farne motivo di invalidazione dei provvedimenti sol perchè il comune di Cattolica Eraclea, a suo dire (anche se è vero) è in area altamente svantaggiata e spopolata;(anche perchè non è stata mai riconosciuta tale caratteristica).
che il reddito pro-capite dei cittadini di Cattolica Eraclea e di euro 11.566 al limite della povertà;
che la sospensione del pagamento dell’IMU, peraltro permetterebbe di valutare la situazione in attesa della sentenza del TAR del Lazio- prevista per il prossimo 17/06/2015 che deciderà il destino del ricorso presentato dalle ANCI regionali avverso il decreto che a istituito l’imposta su i terreni agricoli; (mentre il Sindaco è già passato all’incasso senza informare la cittadinanza),
che le risorse dell’IMU il governo le ha già prese dalle nostre casse;
che non ha dato la possibilità ai comuni di determinare l’aliquota;
In tutto questo articolato emendamento ci sono delle consistenti incongruenze tali da rendere NULLO un eventuale provvedimento.
Inoltre, propone di:
1) sospendere il pagamento dell’IMU agricola in attesa della sentenza del TAR del Lazio del 17/06/2015,
2) stabilire l’aliquota minima per l’IMU agricola;(cosa che l’amministrazione ed il consiglio comunale poteva fare)
3) chiedere al governo la definizione di parametri equi su basi reali di redditività dei terreni, considerando anche le condizioni infrastrutturali che caratterizzano alcuni territori,al di la dell’ altitudine;
4) chiedere al governo che si lavori alla redifinizione delle rendite in quanto e impensabile chiedere agli agricoltori di versare allo stato una tassa che, nelle migliori delle ipotesi, equivale al reddito prodotto;
5) chiedere al governo di esentare L’IMU agricola nelle aree svantaggiate e spopolate.
Propone inoltre: “Di richiedere al governo e a tutti gruppi parlamentari la modifica della legge 80/2014 art.9 bis dando la possibilità per i comuni per l’anno 2015 di assimilare le unita immobiliari posseduti dai cittadini non residenti nel territorio dello Stato Italiano, iscritte all’AIRE, ad abitazione principali con conseguente pagamento dell’IMU allo stesso modo dei cittadini residenti nel territorio Italiano”.
Tutti questi, chiamamoli, articoli di proposta arrivano in netto ritardo sulle tabelle di riscossione imposte dallo STATO e dallo stesso ENTE COMUNE, tanto chè, visto i tempi della nostra amministrazione e dello STATO ci vorrebbero anni per arrivare a delle risposte diverse dalle ormai imposizione delle varie tasse oggetto della presente.
Debbo dire che parte delle iniziative dedotte in questa proposta erano contenute nella proposta generica, prodotta al Sindaco nell’incontro post-sciopero del 2013. dove veniva anticipata l’attuale situazione ed evidenziata nello sciopero del 11 dicembre del 2013. Da allora si è avviata una escalation delle tasse che pregiudica occupazione e sviluppo del nostro territorio. I l Sindaco non ha fatto niente per alleviare la crisi, anzi ha percorso la strada delle tassazioni come un passo obbligato, nonostante la grave crisi del nostro paese.
Comunque facciamo nostro, di tutto il paese il motto. NON E’ MAI TROPPO TARDI.

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