“Dedicato ai Siciliani che esistono. E che resistono”

di Luana Saturnino

Le pagine di Facebook o di Twitter, di un free-press locale o di una testata virtuale, cioè dei veri e propri quotidiani che tutti leggiamo, si aprono non solo (come già facevano) per ……raccontare le esperienze, la politica, gli incontri, i problemi, i pettegolezzi. Ma anche per far circolare sogni e bisogni. E per dimostr…are che non sono solo utopie…

Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero, diceva un certo Ghandhi.

Per uscire dalla norma e cambiare il mondo – come diceva Steve Jobs – bisogna essere folli…follemente coraggiosi, follemente carismatici.

Caro Piero, nel mio piccolo anch’io ho un sogno: cercare qui, in questa vita, la felicità. Inseguirla, realizzare i presupposti per renderla raggiungibile : qui, in questo territorio. Il viaggio è appena cominciato. E non serve criticare e poi scappare via, senza lottare…

Io la penso come l’ Avv. Diego Maggio.

E so bene che tu volevi dire ben altro e ben più rispetto a ciò che hai fatto generalmente capire. Penso che, in fondo, anche tu ammiri i miei/nostri sogni. Ma ritieni che, rimanendo qui, resteranno solo sogni.

Credo valga la pena risponderti che noi qui ci resteremo. E continueremo a lottare. Senza arrenderci. Mai. Capisco che tu hai giocato sul filo dell’ironia. Ma la tua lettera – per quanto originale e fantasiosa – può indurre pessimismo e una visione disperata e disperante del futuro.

Ci sono persone che ogni giorno combattono per cambiare le cose nella nostra bella Sicilia: una terra che SARA’ bellissima, come diceva Paolo Borsellino (e il libro dell’Avv. Diego Maggio, che ho letto ne evoca il pensiero).

E credendo che le cose noi potremo farle cambiare (magari ci vorra’ tempo), noi vogliamo vivere in Sicilia.

Certo, le opportunità di crescita e di lavoro sono state tutte nelle mani di questa nostra impresentabile classe politica (che comunque viene votata dai siciliani) che fa di tutto per tenere i siciliani in uno stato comatoso, sfruttando l’ingenuità degli elettori, giocando con le loro necessità e illudendoli di fornirgli soluzioni.

Ma cambiare è possibile. La storia è piena di cambiamenti. Tutto cambia. E, magari, cambia perché ad un certo punto spunta un visionario (in America l’accezione è tutt’altro che dispregiativa, anzi profetica) che sa predicare bene e razzolare meglio. Il cambiamento è possibile. Non dobbiamo smettere di lottare: ciascuno per quel che sa, ciascuno per quel che può. Altrimenti cosa insegneremo ai nostri figli? A fuggire? A prescindere dal fatto di raggiungere o meno l’obiettivo, il lottare per esso è già una conquista! Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso! Il crederci è l’elemento base.

Io/noi, ci stiamo provando: non è un fatto utopico e conosco tante persone che in Sicilia ci stanno provando. Veramente c’è chi combatte per cambiare questa terra, abbattendo i muri di omertà e disonestà che da sempre l’hanno circondata. Se prima i morti di mafia erano un monito per mettere a tacere anime e coscienze con sangue e paura, chi li ha uccisi ha determinato proprio l’effetto contrario. Questi caduti, questi autentici eroi contemporanei, sono diventati parte di tutti noi: esempio dei siciliani onesti che rifiutano di piegarsi e vendersi. Ed è proprio grazie a loro che abbiamo imparato ad amare di più questa Sicilia, a lavorare affinché, un giorno, diventi bellissima.

” La Sicilia è scomoda, ma viverla è possibile con orgoglio antico e altero. C’è chi crede che questa terra possa crescere e diventare moderna, civile ed economicamente evoluta senza perdere però le sue suggestioni, il suo fascino, la sua cultura. C’è chi lavora perché ciò accada.”

Sono parole di un certo Leonardo Sciascia. E vanno dedicate a loro. A me, ai siciliani che – come Diego Maggio – ci credono….

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