Crollo via Pizzo Piccolo, maxi risarcimento per i familiari dell’anziano morto

Tribunale di Agrigento
Un anziano cattolicese perse la vita mentre stava andando a messa a causa del crollo di una casa fatiscente nel centro storico.

Adesso la moglie e i cinque figli della vittima dovranno essere risarciti con 230 mila euro a testa dai proprietari dell’immobile crollato a Cattolica Eraclea poiché non avrebbero provveduto a mettere l’edificio in sicurezza nonostante l’ordinanza del sindaco glielo imponesse. Il risarcimento complessivo deciso dal giudice ammonta quindi a un milione e 380 mila euro più le spese legali. Il Comune di Cattolica Eraclea, costituito in giudizio con il patrocinio dell’avvocato Giovanna Morello, è risultato indenne da ogni responsabilità.

E’ questa le sentenza del giudice civile del Tribunale di Agrigento, Paolo Criscuoli, chiamato a decidere sul risarcimento dei danni dopo le condanne a sei mesi di reclusione (pena sospesa) inflitte nel processo penale di primo grado, poi confermate in Corte d’Appello e in Corte di Cassazione, nei confronti di Anna Di Campo, 76 anni; Giovanna Di Campo, 70 anni; Angela Di Campo, 61 anni e Luigi Di Campo di 74 anni, tutti cattolicesi emigrati in Canada.

I Di Campo dovranno adesso risarcire la signora Anna Platania, moglie del settantenne Giuseppe Tutino morto schiacciato dal crollo della parete dello stabile, e i cinque figli Antonino, Caterina, Francesco, Gaspare e Pino Tutino. Questi ultimi, però – che oltre ai proprietari dell’immobile hanno citato nel giudizio civile anche il Comune di Cattolica Eraclea nella persona del sindaco pro tempore nonostante nessuna responsabilità dell’Ente sia emersa in sede penale – sono stati condannati, invece, al pagamento in favore del Comune di 4.500 euro per le spese di lite.

Il crollo dell’immobile che causò la morte di Giuseppe Tutino avvenne la mattina del 3 marzo del 2003 in via Pizzo Piccolo a Cattolica Eraclea. Era domenica, l’anziano stava andando a messa ma non fece in tempo perché fu tragicamente travolto dalla parete di uno stabile vecchio e abbandonato che crollò proprio mentre lui stava passando, camminando a piedi. La Procura della Repubblica di Agrigento avviò un’inchiesta e nei confronti dei proprietari scattò una denuncia che li portò poi al processo. Fu subito archiviata la posizione dell’ex sindaco, Nino Aquilino, e dell’ex capo dell’Ufficio tecnico comunale, architetto Nino Catania. Il Comune non aveva responsabilità, il sindaco aveva già emesso, su richiesta dell’Utc, l’ordinanza di messa in sicurezza. Gli imputati Di Campo furono condannati fino al terzo grado di giudizio in sede penale. Ora, dopo 9 anni dall’accaduto, il maxi risarcimento danni stabilito dal giudice civile.