Cos’e’ la mafia?

Si scrivono libri, si versano fiumi di parole, si organizzano conferenze per capire o per definire la mafia; addirittura si e’ scomodato un gruppo di “strizzacervelli” per analizzare la mentalita’ mafiosa agrigentina. Ma la mafia altro non e’ che la prepotenza dell’uomo e quindi la si trova ovunque. E’ una distorsione della mente , una grossa devianza che ti fa credere di essere ” cchiu’ furbu, cchiu’ spertu ed eternu”. Ma cosi non e’ perche’ anche il mafioso muore ( quindi non e’ eterno), anche il mafioso ,alla fine, viene incastrato da qualcuno piu’ fesso e meno furbo. Purtroppo la mafia e’ davvero una grossa patologia: il mafioso e’ una mente malata, drogata ,alessitemica. E’ una mente che durante lo sviluppo e’ inciampata e si e’ fatta male e quel male l’ha portato lungo il cammino della propria vita. Il mafioso non ha capito il vero senso della vita, non ha capito che tutto il male che si fa, prima o poi, torna indietro e che il potere e il denaro non ci rendono immortali. Alla fine della corsa andremo tutti sotto terra. Occorre , pero’, sottolineare che il male non proviene totalmente dal mafioso ma anche da coloro i quali del mafioso si servono e alimentano e fortificano cosi questa mala pianta. Il male viene ,soprattutto, dal consenso, dal silenzio, dal qualunquismo, dall’indifferenza. Il solo 41 bis non basta: occorre penalizzare chi sta zitto, “cu si fa li fatti so”, ma soprattutto occorre cominciare dall’alto. Il pesce puzza dalla testa: non c’e’ mafia che tenga senza le collusioni con la politica. E non scordiamoci,poi, che e’ lo stato il primo mafioso.