Conoscere la Sicilia – Cianciana, Casale Bissana

casale20bissanaIl Casale Bissana è il più grande tra le masserie del territorio di Cianciana ed è costituito dall’aggregazione di più corpi di fabbrica a diversa elevazione. Secondo lo Scaturro, che riprende la notizia dall’Amari, intorno al 1040 era signore dei territori di Trapani, Marsala, Mazara, Sciacca e di tutte le pianure occidentali: Abd Allah ibn Mankùt.

 

 Quindi i territori di Caltabellotta, Platani, nonché il casale di Bissana probabilmente avranno fatto parte del dominio dei beni del Mankùt, dei quali finisce ogni memoria storica nell’anno 1053 e non si sa se questi territori venissero assorbiti dalla repubblica palermitana o dalla signoria di Castrogiovanni.

Come già accennato, gli arabi, dal IX all’XI secolo, costruirono numerosi villaggi e casali fortificati lungo le coste, a guardia delle valli e dei corsi d’acqua più importanti.

 La parte di gran lunga maggiore degli insediamenti aperti di età arabo-normanna sorge su siti già abitati in età romana e tardo-romana, almeno fino al V-VI sec. d.C., infatti il casale Bissana sorge accanto ad un’area ove si sono evidenziati frammenti di ceramiche di età romana e medievale, fatto questo che fa ragionevolmente supporre che questi siti siano stati popolati senza interruzioni anche nel corso dei secoli VII-X.

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 Il Casale Bissana è il più grande tra le masserie del territorio ed è costituito dall’aggregazione di più corpi di fabbrica a diversa elevazione.

La struttura meglio conservata è quella corrispondente al casamento del proprietario che si eleva su due piani.

E’ caratterizzato da una certa regolarità nella disposizione delle aperture che al primo piano rivelano una certa accortezza nelle rifiniture delle cornici ad arco ribassato. Le aperture del piano primo sono invece delle semplici aperture prive di qualsiasi elemento decorativo.

In territorio agrigentino ne vennero edificati parecchi, ad altri, invece, fu cambiato il nome.

 La prima prova dove compare il toponimo nei documenti finora trovati e, quindi, la prima prova dell’esistenza del Casale di Bissana l’abbiamo in un documento ufficiale del periodo aragonese, datato in Barcellona (Spagna) il 21 settembre 1293.

In questa lettera re Giacomo II scrive all’infante Federico d’Aragona di accertare l’usurpazione di alcuni beni della Curia siti nel territorio di Sciacca da parte di Gerio Purpuruczu e Pietro Lucchese, per assegnarli a Pietro Surdo che ne ha fatto richiesta. Vi si descrivono, inoltre, i confini del feudo in questione.

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