Cattolica/ Vicenda scuola, la replica del dirigente scolastico Tuttolomondo

Abbiamo contattato telefonicamente il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Ezio Contino, Domenico Tuttolomondo, per dargli modo di replicare alle accuse mosse dai 14 genitori che con un esposto pubblicato anche sul nostro portale, denunciavano irregolarità nella composizione delle prime classi di scuola elementare.

Preside Tuttolomondo alcuni genitori ipotizzano una serie di presunte irregolarità, presentando un esposto, contestandole i criteri seguiti quest’anno per la formazione delle classi. Una vicenda in particolare che vorremmo che lei chiarisse è quella dei due fratelli citati nel documento di denuncia.

“La vicenda che lei mi pone si riferisce a quella della signora Quartararo la quale si trova ad avere due figli, uno iscritto alla scuola media di Largo Pertini e un altro presso la scuola elementare (IB) di via Agrigento.
Atteniamoci ai fatti: il figlio maggiore della signora che frequenta la prima media, l’anno precedente ha seguito le lezioni presso l’Istituto comprensivo Tenente Giuffrida di Montevago. In data 15 settembre, quindi a scuola iniziata, la famiglia del ragazzo richiede il nullaosta alla suddetta scuola per destinarlo in un altro istituto scolastico. La signora iscrive il figlio, presentando domanda il 17 settembre, al nostro istituto quando già il figlio minore era già stato destinato nel plesso di via Agrigento.

Successivamente, a classi formate, il 14 settembre alcuni genitori, in seguito all’assegnazioni della case popolari, facevano presente il cambio di residenza venendo meno al criterio di vicinanza territoriale rilevata precedentemente.

Ma ritorniamo al figlio della signora Quartararo.
Il problema della tutela del minore , è quello di tenerlo in una classe fortemente ridotta in modo che l’insegnante possa occuparsi meglio del bambino. Il bambino inserito in una classe con 15 alunni potrà essere seguito meglio che in una con 24. Abbiamo formato le prime classi tenendo conto della distanza delle abitazioni delle famiglie rispetto ai plessi, ed eventuali incombatibilità, secondo i criteri deliberati dall’organo collegiale, e la signora abita vicino al plessi dove si trova il piccolo.

Ritengo che ci sia in atto una forma di strumentalizzazione della vicenda anche perchè in data 1 ottobre 2010 protocollo numero 4312 ricevo dalla signora Quartararo un documento in cui chiede formalmente che il figlio rimanga nella classe I B di via Agrigento “con la maestra, testuali parole, e i compagni perchè si trova bene”.