Cattolica/ Uccide anziana per derubarla, arrestata badante

L'abitazione, posta sotto sequestro, dell'anziana uccisa

Avrebbe ucciso una anziana per rubarle i 30 mila euro in contanti che la donna aveva ritirato pochi giorni prima dall’ufficio postale.
Alle prime luci della mattina odierna, militari della Compagnia dei carabinieri di Agrigento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip Luisa Turco, nei confronti di Santa Mulone, 59 anni, di Cattolica Eraclea, indagata per i reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Secondo gli inquirenti, Mulone, alle dipendenze dell’anziana Anna Fasulo, 83 anni, l’avrebbe colpita al capo energicamente con un corpo contudente, provocandole una ferita lacero-contusa, rendendola incosciente ed impossessandosi della somma di denaro di 3o.000 euro che l’anziana aveva prelevato con il suo ausilio alcuni giorni prima dall’ufficio postale e che teneva nascosti sotto chiave all’interno di un vano doccia.

L’anziana, dopo i primi punti di sutura applicatigli all’ospedale di Ribera, è deceduta il 16 aprile a Foggia.
A Mulone, i carabinieri sono arrivati grazie alle precise e gravi dichiarazioni, prima del decesso, dell’anziana che ha escluso, nel pomeriggio del 20 marzo, una caduta accidentale e che ha affermato d’essere stata colpita, mentre era girata di spalle. I carabinieri hanno fatto leva anche sulle significative dichiarazioni rese dai medici dell’ospedale di Ribera, i quali hanno evidenziato che le caratteristiche della ferita riscontrata sul capo della Fasulo, e in particolare la circostanza che la ferita fosse traumatica e profonda, avevano ingenerato dubbi sul fatto che si trattasse di lesioni conseguenti ad una caduta accidentale, come riferito invece dalla donna che aveva accompagnato la Fasulo, da individuarsi proprio nell’indagata Mulone. Per i medici, quella ferita appariva compatibile con colpo ricevuto da un corpo contundente. A far scartare l’ipotesi di una rapina, messa a segno da “estranei”, la mancanza di segni di effrazione sulle porte esterne ed interne dell’abitazione della persona. Mulone, inoltre, sempre secondo gli inquirenti, durante gli interrogatori a cui è stata sottoposta avrebbe riferito di circostanze inverosimili e contraddittorie. L’inchiesta è stata coordinata dal Pm Luca Sciarretta e dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo.

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