Cattolica si sta spopolando: dal 2004 mille abitanti in meno

Cattolica si sta spopolando: dal 2004 mille abitanti in meno

Il fenomeno è iniziato da tempo, ma negli ultimi dieci anni si sta sviluppando in modo veloce, a dircelo sono i numeri dell’Istat, che raccontano meglio di ogni indagine sociologica le ragioni di una provincia alla deriva, così come la Sicilia.

La nostra comunità si spopola a ritmi vertiginosi: rispetto ad appena 10 anni fa, Cattolica Eraclea ha perso il 22 per cento della sua popolazione residente con 1.000 e passa abitanti in meno.
Il nostro comune, in questa classifica, è al primo posto in tutta la provincia di Agrigento; poi c’è Ravanusa con il 18 per cento, Santa Elisabetta con il 16 e Racalmuto con il 15. Al quinto posto Caltabellotta con il 13 per cento.
In base ai dati Istat, del primo gennaio 2014, Cattolica conta 3.869 abitanti contro i 4.876 del 2004. Da questi bisogna togliere sicuramente quelle persone che hanno ancora la residenza nel nostro paese, vedi studenti e vari, ma che in realtà non risiedono più nel nostro comune. Quindi, saremmo all’incirca 3.500.

Se continua così, nell’arco di qualche anno, il paese sarà abitato solo da anziani. L’economia si affievolirà sempre di più e le attività commerciali si riduranno notevolmente. Forse ancora non ce ne stiamo rendendo conto! Sappiamo benissimo che gli amministratori non hanno la bacchetta magica, però forse negli ultimi 30 anni si poteva fare qualcosa in più per arginare questo fenomeno, ma ormai crediamo che sia tardi. Cattolica ormai è come un malato terminale, rassegnato alla morte e senza un minimo di reazione. Le amministrazioni che si sono succedute in questo tempo non hanno tentato seriamente di far progredire l’economia locale, ma solo a edificare opere incompiute. Eppure le possibilità c’erano: vedi Eraclea MInoa, Mandorlificio, cantina e oleificio. Quali altri paesi ha avuto questa fortuna? Nessuno. Eraclea Minoa è (era) tra le località balneari più belle della Sicilia con una zona archeologica da sfruttare turisticamente. Avevamo un mandorlificio (nel sud Italia ce n’erano 3)e una cantina con tanti soci. Adesso il nulla, è rimasto solo, come diceva Cetto la Qualunque, una beata m……Per guarire “questo malato”, ormai, ci vorrebbe un miracolo.

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