Anno 1971: quella mostra fotografica…

Nel 1971, insieme con Nunzio Beddia e Nino Ciccarello decidemmo di organizzare una mostra fotografica sul nostro paese. Ci appassionavano immagini e personaggi della sua vita quotidiana e con entusiasmo ci mettemmo all’opra. I fotografi ufficiali erano loro due, più Pasquale (Nunzio) che Nino, io, sin da allora poco pratico di……. tecnologie, mi limitavo a cercare curiosità, bella gente, facce tipiche e quant’altro. La mostra si tenne per tre giorni e in una sala di Via Mons. Amato. L’ingresso naturalmente era gratuito, ma i visitatori furono di buon animo e riuscimmo a pagare l’affitto del locale ed a coprire le altre spese sostenute (quasi….) Purtroppo di quelle foto non sono riuscito a conservarne nemmeno una, forse se le saranno portate i miei amici. Anzi, solo perchè mi vedevano ritratto, sei di esse rappresentanti una frequenza di sei scatti di un unico tema le conservo ancora e perciò le pubblico. E se fosse stato Abele a vincere su Caino? Ci chiedevamo a volte nelle nostre discussioni. In che tipo di mondo vivremmo ? E in quelle sei immagini abbiamo voluto mostrare la tranquillità contrastata, la perdita momentanea della serenità interiore e quindi la reazione, e dopo, il ritorno alla contemplazione di quell’uomo, Abele che riprendeva ad essere animale buono nonostante fosse stato minacciato da un animale cattivo.
Ma quasi tutte le duecento fotografie mostravano altro; ricordo tante donne forti ma consumate dalle fatiche con in testa u zimmili, la brocca, ‘u crivu, il fascio d’erba , la maida piena di guasteddri etc. C’era Ninu ‘u babbu ca cirniva furmentu, Saru Vassallo (ciacià) che girava per vendere “i finocchi tenniiiii”, le simpatiche facce di tanti gobbettini militanti comunisti, i cavallacci intenti a chiacchierare sul nulla sparpagliati sul marciapiede di piazza Umberto, potatori ed innestatori al lavoro, contadini dentro le aie che “pisavano” greggi che attraversavano piazze e strade anche principali, carrozelle con gelatai in giro per le strade del paese ed anziane vecchiette che al grido di “pio pio” tentavano di raggruppare le loro oche per portarsele nelle loro stalle. L’abbeveratoio di via Oreto era funzionante e riuscimmo a fotografarlo circondato di …..cavalieri su muli ed asini che stavano saziandosi d’acqua. Le immagini più belle,secondo me, erano però quelle riguardanti i grandi camion che stracarichi di bianchissimo sale e provenienti dalla miniera di contrada Salina attraversavano il paese per prendere la strada per Porto Empedocle e mostravano sopra ai loro cocuzzoli di sale forzuti lavoratori pendolari che rientravano a casa usando come mezzo di trasporto un camion stracolmo di sale ,e anche se stanchi ed affaticati dall’alto sorridevano e salutavano tutti, e tutti li consideravamo degli eroi, perchè i lavoratori delle miniere hanno sempre suscitato stima e simpatie. Ho ricordato con piacere quei giorni ed ho voluto accennarne. Grazie a chi avrà la bontà di leggere queste righe.

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