Anniversario della morte di Nino Renda. Un ricordo di Angelo Guaragna

Anniversario della morte di Nino Renda. Un ricordo di Angelo Guaragna

Palermo, 1970

Era di sera tardi, chiacchieravamo seduti uno di fronte all’altro, al centro del tavolo una vecchia radiolina a transistor,

ci permetteva di ascoltare le canzoni dell’ultima serata del Festival di Sanremo.

Eravamo pieni di sonno, ma trepidanti aspettavamo che proclamassero la canzone vincitrice.

E, quando sentimmo che non aveva vinto “L’arca di Noè” di S. Endrigo,

battemmo i pugni sul tavolo, spegnemmo con violenza la radio e ce ne andammo a dormire.

L’indomani mattina mentre ci si preparava per andare in facoltà, NINO, come sempre dissono, si mise a canticchiare:

…..”Un toro è disteso sulla sabbia e il suo cuore perde cherosene”….

ed io di rimando:

…..”A ogni curva un cavallo di latta distrugge il cavaliere”…..

Quella canzone ci piaceva cosi tanto che l’avevamo già imparata.

Poi durante il giorno, a proposito di canzoni si è dissertato su quale fosse la canzone più bella di Endrigo;

Per me, “Io che amo solo te”,

Per NINO “Adesso sì”.

Una delle poche cose su cui non eravamo d’accordo!!!

Ciao NINO,

ti ricorderemo ancora.

Angelo

PER NINO RENDA (poesia di Angelo Guaragna. Settembre 2013)

Ci tenevo tanto a salutarti
quasi a presagire il triste evento,
ora, non mi rimane che un intento
con semplici parole, ricordarti.

Campione di pudore e di schiettezza
e di grandi idee e di passione,
al tavolo di un bar o in sezione
ne davi sempre prova con fierezza.

Non ci si vedeva, ormai, da tanto.
ma i ricordi non si sono impolverati,
penso ai tanti discorsi accalorati
e a quella veglia, a quando abbiamo pianto.

Ai giorni spensierati lì a Palermo
e al comizio in piazza con Occhetto.
ti ho visto dissentire con rispetto
e far dell’amicizia un punto fermo.

Amico, guida, giusto ed apprezzato,
fragile, però mai oscillante.
sanguigno, dallo sguardo ammaliante,
mi spiace non averti più incontrato.

Nino, questo ricordo ti è dovuto
e so che dai tanti amici è condiviso,
penso a quel tuo timido sorriso,
e col più grande affetto ti saluto.

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