ALLA MIA ADORATA MAMMA, poesia di Gabriella De Masi

Il tuo ruolo finisce lì,
dove inizia il mio dolore
e s’ infrange l’ onda maledetta
di chi ti è figlio.
Io avverto l’ abbandono di sempre,
di quand’ero fanciulla
e da te correvo
per affondare nel tuo grembo.
Ora sei vecchia.
Non difendi te nè me.
Ed io vivo l’ abbandono
come l’onda che nel mare torna;
nella porta che si chiude
dietro amate spalle;
In un ciao detto o scritto in fretta
che ha il pianto dell’ addìo.
Mamma, nessuno saprà mai
quante ferite, quante cicatrici
ricamasti, con magistrale incoscienza,
sopra il mio cuore…
non saprai mai.

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