Al funerale di Rizzotto anche il Comune di Cattolica Eraclea

Anche un rappresentanza del Comune di Cattolica Eraclea col gonfalone a Corleone al funerale di Stato di Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso dalla mafia 64 anni fa, nel 1948, i cui resti sono stati recuperati nel 2009 e sono stati riconosciuti di due mesi fa.

In rappresentanza del Comune di Cattolica Eraclea al funerale al quale hanno partecipato le massime autorità dello Stato il neo eletto presidente del consiglio comunale di Cattolica Eraclea, Lillo Augello, accompagnato dagli agenti del corpo di polizia municipale, e dall’impiegato comunale Vincenzo Spagnolo, nipote di Giuseppe Spagnolo, leader del movimento contadino a Cattolica Eraclea e primo sindaco contadino dopo il fascismo, ucciso dalla mafia nel 1955.

Il delitto di Placido Rizzotto maturò in un contesto storico e politico segnato dalle lotte contadine contro il feudo e dalla sanguinosa reazione del blocco agrario e mafioso. Nell’immediato dopoguerra i contadini affamati occupavano le terre incolte per reclamare l’affidamento con i decreti Gullo. Li guidavano capilega e sindacalisti che furono uccisi, se ne sono contati 55 tra il 1946 e il 1966, tra cui anche due sindacalisti di Cattolica Eraclea, Giuseppe Spagnolo e Paolo Bongiorno.

Toccante la cerimonia del funerale di Stato per Placido Rizzotto a Corleone con un lungo applauso all’uscita dalla chiesa madre di Corleone che ha salutato il feretro del sindacalista ucciso dalla mafia. Davanti a decine di bandiere della Cgil con persone provenienti da tutte le parti della Sicilia, l’auto con l’urna con i resti di Rizzotto è stata salutata dalle centinaia di persone presenti.

Napolitano all’uscita della chiesa ha detto ai cronisti che “c’è molto di nuovo in Sicilia, c’è molto di nuovo nella coscienza della gente siciliana e, in modo particolare, dei giovani siciliani. E’ un elemento di forza per tutto il Paese”. Ai giornalisti che gli facevano notare che in poco meno di 24 ora ha raggiunto tre luoghi simbolici nella lotta alla mafia, come Capaci, Corleone e Portella della Ginestra il capo dello Stato ha risposto: “Naturalmente il filo conduttore è lo stesso. Rendere onore a chi ha combattuto e anche a chi ha pagato con la vita, perché i sacrifici hanno dato i loro frutti”. La figura di Placido Rizzotto e il suo impegno politico e sociale sono stati ricordati in chiesa sia dal nipote che dal senatore, giornalista e scrittore Emanuele Macaluso.