CI VUOLE UN FIORE….

L’altro giorno, mentre lo stava accarezzando, ho chiesto ad un ragazzino di 6/7 anni come mai il suo cagnolino tutto bianco si chiamasse ” batuffolo”, e mi ha risposto con convinzione che essendo bianco ed avendo il manto morbido, più che peli, quelli del suo volpino erano fibre di cotone. E mi è venuto da pensare a quando una cinquantina di anni fa, le pianure del nostro paese verdeggiavano e biancheggiavano di estese coltivazioni di cotone.

In quel periodo, molto prima che si espandesse la coltivazione della vite, il cotone era uno dei prodotti maggiormente diffusi e più coltivati dai contadini del nostro paese. Ricordo che da noi si raccoglieva a mano, di notte alla luce della Luna e sperando che vi fosse molta umidità ( ‘u nngurdu ) per evitare che le foglioline secche che circondavano la bambagia si sbriciolassero facendole perdere la purezza e il candore: Ricordo di averne raccolto, insieme con mio padre decine e decine di quintali:

Penso anche a quando, anni fa, trovandomi nei pressi del Santuario della Madonna di Porto Salvo a Lampedusa, una ragazzina scambiò per fave le carrube verdi non ancora mature che penzolavano da un grande carrubo. E mi è anche capitato di sentir dire a dei giovani studenti che le dimensioni dei pomodori dipendono dal tipo di albero che li produce ! Pensate che si tratti di banalità o di scarsa conoscenza di poco conto? Secondo me, invece, qualche ora di scienze agrarie a partire dalle scuole elementari sarebbe sicuramente proficua, per i giovani studenti ed anche per il nostro Paese.




  • i sapori
  • gambino ass